La discoteca come luogo di evasione


Negli ultimi anni le discoteche sono state demonizzate: luogo di perdizione dove govani apatici incontrano la droga e l’alcol. In realtà spesso questo non è vero, e la discoteca è un luogo come un altro dove poter esprimere se stessi e divertirsi.

Il fenomeno delle discoteche nasce intorno agli anno ’60, quando la disponibilità di impianti di riproduzione musicale resero possibile l’ascolto di buona musica da effettuare in gruppo. Esse nacquero sopratutto nelle grandi città (discoteche Roma, Milano, Torino) dove sopratutto chi migrava per motivi di lavoro cercava un luogo di aggregazione e un momento di socialità. La musica divenne un modo di emanciparsi da una situazione di arretratezza culturale e di emarginazione attuale. Accanto a questi fenomeno vi erano anche altri tipi di locali dove la musica era lo svago di giovani borghesi, come il celebre Piper di Roma. Nella seconda metà degli anni ’70, il fenomeno ebbe una vera e propria esplosione, cosa che coincise con il ritiro dei giovani dalla partecipazione pubblica e alla disillusione per la politica. Il successo delle discoteche faceva parte di una rivoluzione più grande che si concentrava sullòa realizzazione personale e intima,  sull’espressività, la comunicazione, le gratificazioni immediate.

Il mondo delle discoteche continuò a crescere sino agli anni ’90, quando vennero censite più di 6.000 discoteche: più di Stati Uniti, Francia e Germania.

Negli anni ‘90 è l’apice del fenomeno: il must del week end, l’unica alternativa al bar o al muretto.

La discoteca così non diventa più luogo solamente deputato al ballo, diventa luogo di espressione, di comunicazione, di miscela sociale. Paragonato da alcuni, all’esperienza sociale legata al servizio di leva obbligatoria.

Naturalmente insieme al complesso di fattori positivo vi è quello negativo: ossia la diffusione, principalmente dagli anni ’90 in poi, di fenomeni degenerativi come assunzione di droghe, ecstasy in massima parte, e alcol. Il cosidetto sballo ha portato alla morte moltissimi giovani o per overdose o per incidenti mortali seguiti allo stato di alterazione dovuto proprio alla droga e all’alcol. Tuttavia additare la discoteca come l’unico colpevole di questi eventi sarebbe quantomeno riduttivo. La società ha mantenuto i giovani fuori dai suoi meccanismi partecipativi facendo poco o nulla per reinserirli dopo la loro defezione degli anni ’70. Venuto sempre più a mancare il ruolo guida di scuola e famiglia, i giovani sempre più apatici non hanno trovato alcuno appiglio per impedire la propria deriva. Vale sicuramente la pensa ricordare che una grandissima percentuale di ragazzi vede nella discoteca lo svago di una notte attuato in modo responsabile.