La Dattilologia: Come Nasce, a Cosa Serve


La dattilologia è un sistema di comunicazione che consiste nell’uso delle mani per formare le lettere dell’alfabeto. Esistono più di quaranta varianti di alfabeti manuali nel mondo, utilizzati per diversi scopi. La dattilologia viene più comunemente utilizzata dalle comunità di sordi e sordociechi per comunicare, in associazione alla lingua dei segni.

Viene usata solitamente per rappresentare nomi propri, nomi di località, parole straniere: è difficile che venga utilizzata come unico mezzo di comunicazione per via della lentezza implicata dalla necessità di segnare le parole lettera per lettera. Ma vediamo più nei dettagli come è nata la dattilologia e come viene utilizzata oggi.

Origini della Dattilologia

Alcune ipotesi storiche fanno risalire le prime forme di dattilologia a civiltà antiche come gli Egizi, i Greci o gli Assiri. È certo che le mani fossero usate ampiamente per contare già allora, dunque è ampiamente possibile che esistessero forme di dattilologia.

Il primo alfabeto manuale risale all’VIII secolo: se ne trova testimonianza negli scritti del monaco inglese benedettino Beda il Venerabile. Gli studiosi ipotizzano che i primi alfabeti manuali venissero usati dai monaci come una forma di divertimento culturale e, in alcune occasioni, per comunicare all’interno del monastero rispettando il voto di silenzio o per informazioni riservate.

Con il tempo, la dattilologia cominciò a essere usata nell’educazione dei sordi: nel XVI secolo padre Pedro Ponce de Léon, passato alla storia come “Il primo insegnante dei sordi”, fu l’ispiratore per il nuovo utilizzo della dattilologia; nel 1620, Juan Pablo Bonet pubblicò un libro sull’educazione dei sordi che includeva un’ampia sezione sull’alfabeto manuale.

Dattilologia e Lingua dei Segni: Come Distinguerle

La dattilologia rappresenta le lettere dell’alfabeto una per una; viene usata per segnare singole parole difficili da rappresentare in altro modo. In particolare, si usa per nomi di persona, nomi di luoghi, parole straniere e termini nuovi per cui non esiste un segno nella lingua dei segni utilizzata.

La lingua dei segni è un sistema di comunicazione completo e presenta delle strutture proprie e un lessico, allo stesso modo di una lingua orale. La grammatica visuale, per la natura stessa del mezzo comunicativo, è simultanea e non lineare: il segno si articola nello spazio grazie alla posizione delle mani, alle espressioni facciali e altre specifiche. I cosiddetti classificatori permettono di precisare dettagli come dimensioni, movimento e forma.

Dattilologia sui Palmi e Lingua dei Segni Tattile

La lingua dei segni tattile, insieme a forme tattili di dattilologia, permette di costruire una comunicazione efficace con le persone sordocieche. Esistono diversi metodi per sfruttare questi sistemi di comunicazione nel caso dei sordociechi, tra cui il metodo Malossi e la lingua dei segni tattile.

Il metodo Malossi consiste nell’utilizzo della mano come una macchina da scrivere, in cui a ogni area corrisponde una lettera. Toccando o pizzicando leggermente le zone si compongono le parole. Nella lingua dei segni tattile, invece, chi ascolta tocca le mani del segnante per capire il segno o la lettera utilizzati, e riceve così il messaggio.