L’impermeabilizzazione nell’edilizia


Un impermeabilizzante è una sostanza idonea a impedire infiltrazioni di acqua attraverso determinati materiali (muri, metalli, tessuti, ecc.). Tra le sostanze più comuni si trovano il bitume, il catrame, la gomma, le resine, le vernici e altri materiali simili.

L’atto di rendere un qualunque materiale impermeabile all’acqua e all’umidità viene detto impermeabilizzazione. In edilizia, sono due i tipi di impermeabilizzazione che si praticano in un edificio: l’impermeabilizzazione della copertura e quella delle fondamenta.

L’impermeabilizzazione ricopre la funzione indispensabile di far in modo che non ci siano infiltrazioni d’acqua all’interno di una struttura, infatti di solito si posiziona dove c’è un rischio maggiore come ad esempio il tetto, costantemente esposto alle piogge e alla neve, e le fondazioni in modo da contrastare la risalita dell’acqua per capillarità.

L’impermeabilizzazione della copertura si pratica sulle coperture a terrazzo e si realizza con l’utilizzo di fogli bitumati incollati tra loro e disposti in più strati, a giunti sfalsati con interposizione di bitume steso a caldo.

I fogli fungono da supporto del manto e possono essere tele bitumate, sostenute da un armatura in metallo, vetro, resine, ecc, feltri bitumati costituiti con fibre di lana, iuta, ecc, lastre metalliche bitumate su una o due facce.

Per una impermeabilizzazione a manti multipli devono essere posti in opera almeno tre strati su un fondo il più possibile regolare. Una attenzione particolare richiedono i raccordi tra terrazza e muretti laterali.

Le impermeabilizzazioni delle fondamenta impediscono la risalita di umidità ai piani superiori. Vengono effettuate mediante applicazione di malta sfaltica o altri conglomerati isolanti sui piani murari dell’edificio, mediante intonaci idrofughi nei locali sotterranei, e con la messa in opera nella pavimentazione di strati di malta di asfalto e bitume.

Non tutti i supporti sono adatti ad ospitare tutti i tipi di impermeabilizzazioni. Di seguito un piccolo elenco che permette di capire cosa utilizzare sui più comuni supporti:

  • Calcestruzzo: tutti i tipi di impermeabilizzazione
  • Legno: Membrane bitume-polimero (Guaine bituminose), emulsioni bituminose, teli sintetici (PVC, Poliolefine, EPDM), Resine (Epossidiche, Poliuretaniche, Acriliche)
  • Ferro: Membrane bitume-polimero (con particolare attenzione al primer utilizzato), Teli sintetici (PVC, Poliolefine, EPDM), Resine (Epossidiche, Poliuretaniche, Acriliche)
  • Coibenti: Membrane bitume-polimero, teli sintetici (PVC, Poliolefine, EPDM), Resine (Epossidiche, Poliuretaniche, Acriliche). In particolare è necessario fare attenzione alle pose di Membrane bitume-polimero a caldo in quanto molti coibenti (EPS, XPS, PU) sono termosensibili e potrebbero infiammarsi.

L’azienda W.I.T. srl è in grado di assistere le imprese che impiegano pompe airless per impermeabilizzanti, oltre che apparecchiature elettrostatiche a polvere e a liquido, in bassa e alta pressione.