Intervista a Kristin Flood


Di madre italiana e padre norvegese, vive dagli anni novanta a Venezia. Kristin Flood, laureata in Lettere all’Università di Oslo, giornalista da vent’anni, lavora come inviata per i maggiori quotidiani del suo paese e scrive libri su temi filosofici e spirituali con un grande successo.

In questa intervista pubblicata dalla casa Editrice Edizioni Crisalide andiamo a scavare nella psiche della scrittrice alla ricerca delle motivazioni, gli stati d’animo, i pensieri e gli obiettivi di comunicazione che hanno dato luce al suo nuovo libro.. “Amor fati“.

 

Ecco alcune delle domande poste dall’interlocutore per addentrarci nella storia…

  • Com’è nato “Amor fati”?
  • Nel libro lei dice che il destino “è uno stato di coscienza”… cosa significa questo?
  • Lei consiglia di togliere gli occhiali del pregiudizio e non giudicare dalle apparenze, a cominciare da se stessi.
  • Come insegnano le dottrine spirituali, il primo lavoro da fare per intaccare la meccanicità è osservarsi con la curiosità di conoscere che cosa c’è dietro le abitudini e le convinzioni personali… può aggiungere qualcosa?
  • Alcune frasi di “Amor fati” colpiscono per incisività. Una è: “Non serve fare qualcosa per essere qualcuno” Come confrontarsi con la fragilità?

 

Kristin Flood, che baronessa non è, ma giornalista e scrittrice di rango sì, ha fatto tesoro della lezione. L’ha adoperata per trasformare se stessa e per aiutare gli altri a fare altrettanto. Dalla sua esperienza di vita, nel 2002 nacque Amor fati, sottotitolo “Abbraccia il tuo destino” che, tradotto in italiano, da qualche mese arricchisce il catalogo delle Edizioni Crisalide.