In caso di ragadi quale cura adottare?


Secondo la definizione riportata da un noto dizionario online, il termine ragade sta a identificare una “Piccola lesione della pelle o delle mucose in forma di fessura”, che tende a svilupparsi con maggior frequenza “sul capezzolo, nell’ano, sulle labbra”.

Zoom su uomo coi jeansOggi in particolare vogliamo concentrarci sulle ragadi anali, tagli che in particolari circostanze possono comparire a livello dello sfintere e che, a dispetto delle loro dimensioni minuscole, sono molto dolorosi.

La mucosa sfinteriale presenta una forma particolare, ovvero con pliche raggiate che riescono a dilatarsi all’occorrenza permettendo il passaggio delle feci durante l’evacuazione e, a riposo, a contrarsi al fine di mantenere la normale continenza. Ma qualche volta questa elasticità non è sufficiente per resistere alle sollecitazioni e, quando i tessuti si lacerano, la guarigione non di rado è lunga e complicata.

Già, perché essendo questa parte del corpo periodicamente sollecitata ogni volta che si “va al bagno”, la cicatrizzazione procede con parecchi intoppi e occorrono diversi giorni per ritornare a una situazione di normalità.

In caso di ragadi la cura di gran lunga migliore da adottare è la prevenzione: visto che è la stipsi l’indiziato numero uno della comparsa di tali problemi proctologici, allora occorrerà adottare tutte le strategie possibili (fibre in maggiori quantità, attività sportive…) per fare sì che i propri movimenti intestinali diventino regolari.

Per diminuire fastidi e dolori in concomitanza coi periodi acuti è possibile impiegare anche creme ad azione miorilassante che aiutino lo sfintere a decontrarsi e quindi velocizzino i processi di rimarginazione dei tagli. Anche dei formulati ad azione lenitiva possono essere di aiuto mentre, nei casi più complessi, potrebbe essere necessaria la chirurgia.