Le implicazioni del registro elettronico


L’anno scolastico 2013 – 14 verrà ricordato come quello in cui è stato sancito il boom del registro elettronico il quale, se pure non sia stato imposto per legge, ha segnato un incremento significativo nel numero di installazioni in istituti sia pubblici che privati. Il decreto legge 95/2012, convertito nella legge 135/2012, imponeva di dematerializzare le pratiche di amministrazione scolastica, in particolare riguardo a: iscrizioni da effettuare via internet, messa a disposizione della pagella scolastica in modalità elettronica attraverso e-mail o sito web, compilazione digitale del registro scolastico, invio di documentazioni e comunicazioni ad alunni e genitori attraverso strumentazioni digitali certificate.





Il registro elettronico segna una vera e propria rivoluzione del settore dell’istruzione per una serie di ragioni: modifica il rapporto tra istituzione scolastica e famiglie, offrendo un canale diretto e immediato ai genitori; razionalizza e semplifica la trasmissione di dati, comunicazioni e informazioni di ogni genere; snellisce l’archiviazione delle pratiche; produce risparmio in termini di costi, spazio e impatto ambientale. Una rivoluzione, appunto, ma con tempi per nulla chiari. La legge che avrebbe dovuto sancire ufficialmente l’entrata nell’era della scuola digitalizzata è stata bloccata, in netto conflitto con un settore ancora impreparato a un simile mutamento, e quello che avrebbe dovuto essere un perentorio diktat si è riassorbito in una semplice indicazione consigliata, da perseguire fin dove le risorse e gli strumenti a disposizione la rendono possibile.

Ciò nonostante, le linee guida da seguire sono state perfettamente comprese da buona parte della dirigenza scolastica a livello nazionale tanto che, se pur con un anno di ritardo, numerosi istituti scolastici hanno già provveduto a munirsi di un registro scolastico informatizzato, dando un segnale forte e un calcio all’idea, ormai consolidata, che l’istruzione in Italia non sia capace di rigenerarsi, ingabbiata da schemi e modalità di azione desuete, non in grado di sintonizzarsi con la realtà attuale.