Il mercato dell’olio extravergine e i suoi regolamenti


L’olio extra vergine d’oliva è indicato come uno degli alimenti più salutari per il benessere dell’uomo, pilastro della dieta mediterranea che è riconosciuta come patrimonio immateriale dell’UNESCO e simbolo di un modello alimentare virtuoso. L’Italia è una delle eccellenze mondiali per ciò che concerne il mercato olivicolo e l’olio extravergine di oliva pugliese, siciliano e toscano (ma non solo) sono riconosciuti a livello globale come garanzia di qualità assoluta. L’Italia, inoltre, è al primo posto al mondo per numero di oli riconosciuti del marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).

L’assenza di uno standard comune

Gran parte delle eccellenze olivicole mondiali provengono dall’Europa e, in particolare, da Spagna, Italia e Grecia, che sono anche i principali consumatori di olio al mondo (da sole assorbono circa il 60% dei consumi.) La tradizione olivicola dei Paesi del Mediterraneo è stata tutelata da parte dall’Unione Europea attraverso l’adozione di uno standard di qualità più elevato rispetto a quello imposto a nazioni come Stati Uniti, Cina, Australia e Sudafrica.

Secondo il Regolamento CEE n. 2568/91, un olio d’oliva prodotto e commercializzato all’interno dell’UE, perché possa essere riconosciuto dell’etichetta ‘extravergine’ deve presentare un tasso di acidità non superiore allo 0,8%. Il tasso di acidità si riferisce alla percentuale di acidi grassi che si sono separati dal glicerolo, elemento fondamentale nella costituzione dell’olio. Non solo; l’extravergine europeo deve essere estratto secondo tecniche meccaniche a freddo, ovvero a temperature inferiori ai 28 gradi.

L’UE fa riferimento agli standard IOC (International Oil Olive Council) pur distanziandosene sotto alcuni punti di vista. In altri Paesi al di fuori dell’Unione Europea sono adottati standard più morbidi mentre, in riferimento alle produzioni DOP e IGT all’interno della comunità europea presentano standard di produzione e di utilizzo delle materie prime molto più stringenti. Per tutte queste ragioni, il mercato dell’olio extravergine di oliva si presenta molto vario e neppure l’etichettatura specifica è sufficiente a differenziare i diversi prodotti esistenti sul mercato. Le produzioni del bacino mediterraneo restano eccellenza del comparto e, per tale ragione, anche le più esposte al rischio di contraffazioni.