Il conferimento di opere d’arte in un trust


Il conferimento di un’opera d’arte nell’asset di un Trust è assimilabile in tutto e per tutto all’inserimento nel medesimo titolo di investimento di qualsiasi altro bene avente un valore pecuniario riconosciuto. Di conseguenza, la valenza storica, artistica e culturale connessa alla valutazione di un’opera d’arte non determina un modus operandi tale da escludere dal Trust il conferimento di beni di questo genere.
Attorno a questo tema, sul quale ha lungamente ruotato il dibattito nazionale ed internazionale tra gli operatori del settore finanziario, si sviluppa una ricca casistica di riferimenti ben precisi che regolano, non solo l’atto del conferimento di un’opera d’arte in un Trust, ma anche tutte le fasi che riguardano la gestione dell’investimento.

Ad esempio, nel caso in cui si avviasse un’operazione di vendita di un’opera di riconosciuto valore storico e artistico, la valutazione dell’oggetto dovrebbe sottostare a tutti i dettami imposti dal Codice dei Beni Culturali, la cui accettazione deve essere trascritta anche nei documenti che attestano la compravendita.
La necessità di conferire un’opera d’arte in un Trust scaturisce dal desiderio di sfruttare appieno una formula di investimento e di risparmio che, se da un lato permette di valorizzare l’oggetto e di tutelarne la conservazione, dall’altro permette di perfezionare la propria fiscalità e di beneficiare di consistenti vantaggi di carattere economico.

Cosa accade quando un’opera d’arte viene conferita in un trust?
Accorpare un’opera d’arte ad un Trust è, infatti, un’operazione foriera di indubbi vantaggi fiscali: tutte le imposte dirette e tutte le plusvalenze attribuibili al Trust, infatti, non sottopongono il possessore del titolo ad una tassazione specifica, in quanto producono un reddito non cumulabile legalmente con quello personale. A garantire questo status è la stessa natura del Trust, riconosciuta a tutti gli effetti come “non commerciale”.
A tutto ciò si aggiunge la considerazione relativa al fatto che il possesso di un’opera d’arte non impone la sua dichiarazione al Fisco, nemmeno quando questa risulti conservata fuori dai confini italiani.

Nei casi in cui si dovesse procedere alla vendita di un’opera conferita in un Trust, questa non sarebbe sottoposta all’applicazione dell’Iva, alla stessa maniera delle normali compravendite di oggetti che avvengono tra privati. Le opere d’arte inserite in un Trust sono inoltre esenti da tasse di successione, eccezion fatta che per l’imposta relativa alla quota fissa, stimata in 168 Euro, indipendentemente dal valore dell’oggetto e della franchigia.
Nei casi fin qui non considerati, le opere d’arte sono soggette ad una tassazione una tantum che viene applicata immediatamente dopo la successione di un Trust: in questo caso, i parenti in linea diretta sono sottoposti ad un’imposta del 4% con franchigia ad 1 Milione di Euro. La percentuale aumenta di due punti per fratelli e sorelle del precedente titolare del titolo e sale fino all’8%, perdendo la franchigia, per i parenti meno prossimi.

Durante tutta la durata del Trust il trustee può prendere decisioni precise relative alla gestione e allo sfruttamento dell’opera conferita, gestendo autonomamente il trattamento dei rapporti con Gallerie, Musei ed Esposizioni private.
In tutti i casi, il notevole vantaggio determinato dal conferimento di un’opera d’arte in un Trust scaturisce dalla possibilità di concretizzare la Segregazione Patrimoniale, argomento sempre più a cuore dei risparmiatori italiani.
In questo senso, è opportuno rimarcare che i beni conferiti in un Trust generano un reddito che non può essere direttamente accorpato né a quello del disponente, né ai patrimoni del trustee o dei beneficiari e che, pertanto, risulta essere totalmente svincolato dalle vicende patrimoniali che interessano le parti coinvolte dall’investimento e i relativi eventuali creditori.

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