I profumi di lusso e la grande distribuzione


Tutti i grandi nomi del lusso e dell’haute couture hanno specifiche divisioni dedicate all’alta profumeria ed alla creazione di fragranze esclusive e raffinate, spesso coinvolgendo “nasi” ossia maestri profumieri esterni, che vengono ingaggiati per le loro innate capacità, ma in alcuni casi disponendo all’interno della maison stessa di specifiche figure investite di questa importante carica.

Rari, ed ancora più elitari, sono quei marchi di alta scuola in cui è lo stesso stilista ad essere il maestro profumiere: un caso eclatante è rappresentato dalla profumeria Creed, le cui fragranze sono da ben 6 generazioni create dal fondatore e da tutti i suoi discendenti, di cui l’ultimo è Oliver Creed: un naso di eccezione, una figura estrosa che con pazienza certosina ricerca le migliori combinazioni tra le essenze naturali e gli olii necessari per comporre un profumo, un po’ come farebbe un pittore che prova e corregge tocchi e sfumature fino a quando non è soddisfatto del risultato.

I profumi di lusso, quelli artistici ed alti di gamma, sembrano non conoscere crisi, anzi: il settore sta vivendo un momento di forte espansione, molto probabilmente perché chi può permettersi di spendere cifre così elevate per un profumo è anche chi dalla crisi finanziaria non è stato che sfiorato, e non ha quindi modificato le proprie abitudini di acquisto.


I marchi leader nel settore lusso si sono resi conto di questa tendenza, ed è da tempo scattata una corsa all’acquisizione di marchi e licenze fino ad ora detenuti dai produttori indipendenti. Il già citato Creed ha fino ad ora resistito agli assalti, ed i profumi Creed restano indipendenti, ma ad esempio uno storico nome della profumeria artistica come Serge Lutens è da dicembre 2015 passato sotto il controllo di Shiseido: il grande profumiere continua a realizzare le sue esclusive e costosissime fragranze, che ora però possono beneficiare della distribuzione in grandi magazzini del lusso e non solo nelle piccole profumerie di nicchia: pensate che una boccetta di L’Incendiarie di Serge Lutens arriva a costare quasi 500 €!

Qualcosa sta senza dubbio cambiando in un settore che è sempre stato per sua scelta, e senza nascondere un po’ di orgoglio, espressamente elitario, e non è detto che ciò sia un bene: ci sono i pro, è vero, e questi consistono proprio nella maggiore facilità di accesso e reperibilità per jus prima poco reperibili; i contro riguardano proprio la cultura e la passione per un settore haut de gamme che ha sempre avuto la sua forza nello stretto rapporto spesso confidenziale e di complicità tra gli utilizzatori ed i pochi selezionatissimi distributori.

Crediamo però molto nell’indipendenza concettuale di un certo modo di intendere i profumi, ed infatti è già confermato che tutti gli artigiani che hanno ceduto alle lusinghe della GDO hanno comunque mantenuto un ruolo privilegiato di supervisione. Fragranze e nomi che sono autentici capolavori olfattivi di creatività come i profumi Creed non possono e non devono essere “macchiati” da proposte spurie e non all’altezza di una nobile e virtuosa tradizione!