I paradisi fiscali vicino all’Europa


Oggi chi non vuole tenere grandi somme di denaro sotto al materasso, ovvero non vuole dichiarare al Fisco italiano di possedere ingenti somme, le può depositare in qualche paradiso fiscale, e i nuovi paradisi fiscali sono paesi dove si gode di un regime fiscale agevolato e anche del segreto bancario e per questo sono molto gettonati da tantissimi vip e persone famose ma non solo.

Sull’onda dello scandalo  Panama Papers,  i ministri delle Finanze europei hanno esposto una backlist  dei paradisi fiscali.

Vengono però definiti in questo comunicato  «giurisdizioni non cooperative» e sono solo paesi terzi, ovvero paesi che non appartengono  all’Unione europea. La Commissione europea sta cercando ora di definire il nuovo elenco di paesi e questa  lista nera dovrebbe apparire verso la fine del 2017.

Il 5 settembre  in Cina i paesi del G20 riuniti  affermano anch’essi nel comunicato finale dell’incontro che: “Appoggiamo le proposte formulate dall’Ocse, lavorando con membri del G20, sui  criteri oggettivi per identificare le giurisdizioni non cooperative riguardo alla trasparenza fiscale”. Anche in questo caso, non viene citata la parola blacklist e nuovi paradisi fiscali  .

Un paradiso fiscale però  non presenta solo un problema esterno rispetto a tutti i  maggiori paesi del mondo  ma anche un problema interno. Ovvero riguardo alla situazione finanziaria  dell’Unione europea sono i nuovi paradisi fiscali all’interno della Stessa unione o magari legati ad essa da rapporti storici e geografici che che creano  vari problemi ai conti pubblici di molti paesi Ue.

Prendendo ad esempio la Gran Bretagna, questo paese pu non essendo di per sè un paradiso fiscale, è attraversato da reti di  nuovi paradisi fiscali sotto la sua giurisdizione che vedono Londra in centro con un enorme volume d’affari di servizi finanziari molto  efficace e ramificato.

E’ vero che  dopo il referendum  Brexit, la Gran Bretagna abbanonda l’Ue ma non si conosce ancora una data certa.
Secondo Nicholas Shaxson, giornalista inglese, i primi paesi che lo faranno sono  le dipendenze della Corona: Jersey, Guernsey e l’Isola di Man, dove si svolgono tanti affari  con Europa, con Russia e con Medio Oriente.

Poi a seguire  i territori britannici  oltremare e alcuni paesi del Commonwealth, ad esempio le isole Cayman e Bermuda.
Se le isole Cayman e Bermuda, e le Isole vergini britanniche o le Isole Cook non sono europee, le isole Jersey e Guernsey e l’Isola di Man sono invece legate all’Europa.

Sono sotto il controllo della Corona britannica e quindi veri e propri paradisi fiscali dove nascono ogni giorno nuovi trust, fondazioni e società offshore con nome nascosto.