Grunge anni ’90


Andando a guardare da vicino la musica degli anni ’90, non si può non parlare del grunge. Sintonizzatevi su una radio che trasmetta solo buona musica vintage: di sicuro una canzone grunge passerà, dato che si tratta di uno dei generi musicali più noti del passato e non solo.

Parlando di  grunge, o anche di Seattle Sound come viene definito in alternativa, si intende un particolare genere di musica rock, molto simile a quello che oggi viene definito come alternative rock. Nasce negli Stati Uniti, nella città di Seattle per l’esattezza, alla fine degli anni ’80, anche se solo nel decennio successivo diventa un genere di successo.

Quando nacque il grunge la scena musicale di Seattle era molto variegata, oltre ad essere una delle più prolifiche di tutto il panorama mondiale. Qui nacquero diversi gruppi che hanno fatto la storia e che miscelavano alla perfezione una serie di influenze eterogenee, che andavano dall’heavy metal al punk rock, non tralasciando neppure l’hardcore punk, l’hard rock e il post-hardcore.

Sebbene ci sia chi non conviene sulla classificazione del grunge come genere musicale a se stante, c’è da dire che i gruppi che hanno aderito al genere hanno fatto la storia della musica in qualsiasi angolo del mondo.

Il termine grunge nasce dall’aggettivo grungy, che venne utilizzato per la prima volta da Mark Arm, cantante di Green River e Mudhoney. Quest’ultimo fu il primo a parlare di grunge per indicare un genere musicale ben preciso. Era il 1981 e Arm dichiarò “Ovviamente, non ho inventato io il termine, ma l’ho preso da qualcun altro. Il termine era già utilizzato in Australia alla metà degli anni ottanta per definire band come King Snake Roost, The Scientists, Salamander Jim, e Beasts of Bourbon”.

Il grunge riprendeva le sonorità tipiche di heavy metal, hard rock e punk rock ed era caratterizzato da un sound scevro di sintetizzatori e tastiere, così come di effetti alla moda. Alla base del grunge c’erano sonorità semplici, realizzate con basso, chitarre e batteria, suoni distorti e rumorosi. Queste sono le caratteristiche principali che tutti i gruppi grunge fecero proprie. I testi avevano un fine ultimo di denuncia e l’utilizzo dello strumento musicale come protesta contro l’establishment politico e culturale.

Volendo fare qualche nome, si devono ricordare i Nirvana, i Pearl Jam e, ancora, gli Alice in Chains. I loro brani sono oscuri, ipnotici, con strofe e ritornelli spesso urlati. Un genere che ancora oggi va fortissimo e che ha fatto la storia. Alcune delle canzoni iconiche del movimento sono ancora oggi ascoltate nelle maggiori radio, oltre che in quelle specializzate in musica anni ’90.