Anche i giovani imprenditori a digiuno di innovazione tecnologica

Si è tenuto a Roma il 7 e l’8 novembre per la decima edizione il Forum nazionale Giovani imprenditori ConfCommercio Imprese per l’Italia. E’ stata occasione di incontro e scambio tra imprese, politica e istituzione. Un momento per affrontare le tematiche di cambiamento e di innovazione, per immaginare nuovi scenari per il Paese.


Anche i giovani imprenditori a digiuno di innovazione tecnologica
Anche i giovani imprenditori a digiuno di innovazione tecnologica

Il tema è stato quello della crescita e soprattutto come garantirla in modo sostenibile, nel rispetto di cultura, natura e territorio.
La trasformazione digitale è il cuore pulsante del cambiamento, un vero “abilitatore” del progresso che offre al nostro Paese nuove e vantaggiose prospettive.

In questo contesto è stata presentata la ricerca annuale di Digital Transformation Institute “Innovazione come leva di crescita: il punto di vista dei giovani imprenditori”.
Nella ricerca hanno partecipato esperti, ricercatori, imprenditori e docenti universitari. L’idea di costruire un tavolo di lavoro eterogeneo e specializzato è nata grazie alla collaborazione del Gruppo giovani di Confcommercio e dei componenti del Digital Transformation Institute.

Dallo studio è emerso purtroppo un grave scollamento fra paese reale e quello immaginato. Il problema riscontrato è la non conoscenza delle principali tematiche del settore digitale.

Secondo la ricerca il 59% delle PMI si ritiene “abbastanza” tecnologica, purtroppo questo dato a prima vista confortante è contraddetto da un altro invece molto deludente: quasi la metà dei giovani imprenditori non ha conoscenza dei concetti informatici essenziali. Il 47% non sa cosa siano criptovalute, Bitcoin o Factory as a Service, big data e cloud computing.

L’ignoranza ha riscontato Stefano Epifani è un problema di consapevolezza più che di competenza.
Il non possedere conoscenze in tema di tecnologia limita in primis le aziende ma anche il paese di cui queste aziende dovrebbero essere il motore propulsivo per competitività e innovazione.

Inoltre, le imprese ignorando non approfittano di nuove opportunità per aumentare profitti e incorrono maggiormente in rischi che potrebbero causare gravi perdite di capitale. Ad esempio il cloud per le aziende potrebbe essere una sicura spinta per la crescita e allo stesso tempo uno strumento per la protezione e sicurezza di dati.

L’ignoranza naturalmente genera anche un basso livello di investimenti nel digitale.
Ben il 28% ammette di non aver investito nulla sul digitale. Il 39,4% ha fatto sì investimenti, ma per meno di 5000. Di questi l’87% ha deciso di investire per adeguare infrastrutture materiale/immateriali. E’ da evidenziare che dove si è investito le imprese hanno avuto un miglioramento significativo nei ricavi.
I settori infrastrutturali su cui le aziende hanno deciso di lanciarsi per avviare una trasformazione digitale sono stati:

  • sicurezza e privacy (55,6%);
  • comunicazione e promozione 45,4%;
  • processi di vendita (37,1%).

La ricerca fa anche luce sulle richieste che le imprese alle istituzioni:

  • semplificazione della normativa esistente e miglioramento della burocrazia (64,1%);
  • maggior investimento nell’infrastruttura di rete a banda larga (52,2%);
  • promozione della cultura dell’impresa e della legalità, con finanziamenti o sgravi fiscali per gli investimenti in infrastrutture digitali e per i progetti orientati all’innovazione (poco meno della metà);
  • maggiori incentivi per le attività di formazione (42,4%).

In conclusione al Forum i giovani imprenditori hanno presentato un “Manifesto per l’Innovazione”. A riassumere il senso del Manifesto sono le parole di Alessandro Micheli, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio:

“Quello del manifesto è un passaggio fondamentale nell’ambito di questa attività di ricerca – Abbiamo voluto infatti fornire la nostra chiave di lettura di un fenomeno che sta mutando profondamente il contesto economico e sociale nel quale operiamo. Abbiamo la necessità di comprenderne le dinamiche e prendere posizione su temi centrali come il lavoro, la gestione del credito, il welfare, gli assetti regolamentari. Le scelte che si fanno in questo momento sono decisive per la competitività del Paese, e come giovani, ma soprattutto come imprenditori, abbiamo il dovere di essere protagonisti di questo cambiamento”.