Futur-e: l’economia circolare incontra le vecchie centrali elettriche italiane


L’esigenza di maggiore sostenibilità, l’insorgere di nuove tecnologie, il desiderio condiviso di una maggiore efficienza energetica: tutti questi fattori stanno rivoluzionando il mercato energetico internazionale, con tutta una serie di ricadute positive nella lotta contro il cambiamento climatico. In Italia questa evoluzione è ovviamente portata avanti anche e soprattutto da Enel, il più importante operatore elettrico nazionale che sta alimentando un profondo processo di rinnovamento interno. Centralissimo, in questo suo nuovo corso, è il progetto Futur-e, volto alla riconversione sostenibile di 23 dei propri impianti dismessi.

Le basi sulle quali Enel ha fondato il progetto Futur-e sono quelle dell’economia circolare, contrapposte naturalmente a quelle del modello lineare: dalla rivoluzione industriale in poi, infatti, il mondo civilizzato è stato abituato a produrre un bene, utilizzarlo e quindi abbandonarlo. Ma un simile modo di operare potrebbe essere sostenibile unicamente in un universo magico contraddistinto da risorse infinite: come sappiamo tutti, però, questo non è il nostro caso, e tale comportamento ha portato il nostro Pianeta sulla soglia di una crisi climatica e di un’emergenza rifiuti senza precedenti. È dunque necessario passare dall’economia lineare a quella circolare, in cui a dominare non sia più lo spreco, bensì i concetti virtuosi di riuso, di riciclo e di recupero. In questo nuovo – eppure così antico – modo di pensare, un prodotto non arriva più ad una vera e propria fine, ma viene trasformato e riutilizzato, eliminando ogni tipo di spreco e riducendo per quanto possibile l’utilizzo di risorse limitate, come l’acqua e l’energia.

Ispirato quindi ai principi dell’economia circolare, il progetto Futur-e di Enel intende dare nuovo respiro ai territori italiani, attraverso il recupero e lo sviluppo sostenibile dei propri vecchi impianti: si parla quindi di una riconversione delle centrali, ma anche della vendita mirata dei siti dismessi. Le strutture interessate al progetto Futur-e, per ora, sono in totale 23, sparse in tutta Italia. Alcune di esse, come la centrale di Porto Marghera, in Veneto, e la centrale di Assemini, in Sardegna, sono già state vendute. Per altre sono invece stati aperti dei bandi per selezionare delle proposte di riqualificazione: è il caso dell’impianto di Bastardo-Gualdo Cattaneo, in Umbria, e di Trino, in Piemonte.

Articolo scritto in collaborazione con Enel