Fondi di previdenza convengono ma non convincono: ecco perché


Fondi di previdenza o TFR, una scelta introdotta oltre un decennio fa, dopo l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 252/2005; ad oggi, nonostante sia dimostrato come i fondi pensione siano più convenienti del TFR, sono pochi i lavoratori che hanno deciso di optare per una pensione complementare. Sembra un controsenso, ma in realtà è solo il ripetersi di un comportamento tipico, dettato dal retaggio di una condizione socioeconomica, quella italiana, fondata sulla ricerca della sicurezza e sul radicamento. Il cambiamento, insomma, spaventa.


Fondi di previdenza convengono ma non convincono: ecco perché

Fondi di previdenza convengono ma non convincono: ecco perché


Perché il TFR è ancora preferito ai fondi di previdenza

Per un’analisi chiara e completa della situazione bisogna fare ricorso ad un approccio multidisciplinare, trasversale all’economia e alla psicologia.

La realizzazione di un piano a lungo termine è difficile se non c’è un obbligo a farlo; il TFR rappresenta una parte del contratto, è incluso nella previdenza sociale, per cui è considerato un dato di fatto.

Lasciare la libera scelta al lavoratore, invece, comporta risultati spesso inefficienti, anche perché conseguenza di una cattiva informazione. In sostanza, il TFR viene visto ancora come un piano di investimento futuro sicuro e imprescindibile, mentre i fondi di previdenza sono ritenuti rischiosi, perché non racchiusi in quella bolla di sicurezza rappresentata, nell’immaginario collettivo, dallo stato.




Non è infatti un caso se solo circa la metà degli aventi diritto ha scelto di destinare la propria pensione ad un fondo di previdenza, mentre tutti gli altri hanno preferito restare nella posizione di “cautela”.

La paura, tuttavia, deriva dalla possibilità di vedere dilapidati tutti i risparmi di una vita a causa di investimenti sbagliati da parte del fondo; investimenti che invece hanno continuato a dare esiti postivi nonostante le crisi finanziarie verificatesi nell’ultimo decennio (crisi del debito italiano 2011 o crack Lehman 2008).

Inoltre, chi ha sottoscritto un fondo pensione ha avuto la possibilità, in questi anni, di attingere da esso per affrontare spese sanitarie o relative all’abitazione, in aggiunta alla possibilità di richiedere un’anticipazione fino al 30% dell’importo versato per esigenze particolari, passati almeno otto anni dall’adesione al fondo.