FMI: «La Brexit frena la crescita dell’Europa»


La Brexit fa sentire i suoi effetti anche sulla crescita dell’area euro. Lo segnala il Fondo Monetario Internazionale, secondo il quale la ripresa economica dell’Area Euro si è rafforzata ma al tempo stesso ha visto aumentare il pericolo che arrivi un rallentamento. Nel suo rapporto sulle politiche dell’Area Euro, il FMI in sostanza dice che l’Europa viaggia a passo spedito, ma c’è il rischio che il peso della zavorra Brexit sulle spalle, possa presto rallentare la sua marcia. Un dato lo sottolinea: il PIL passerà dal +1,6% del 2016, al 1,4% del 2017. E questo accadrà soprattutto a causa dell’impatto negativo della Brexit.

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La Brexit è stata votata dagli inglesi nel mese di giugno 2016

Il graduale aumento prezzi dell’energia, dovrebbe di contro far aumentare l’inflazione dallo 0,2% di quest’anno all’1,1% nel prossimo anno. Il Fondo in aprile aveva previsto una crescita dell’1,6% per Eurolandia il prossimo anno.

La Brexit però non è il solo fattore di rischio. Ci sono quelli connessi alla politica, e tematiche come l’ondata di rifugiati e l’innalzamento di problemi di sicurezza.  Tutto ciò potrebbe contribuire a creare una situazione di incertezza in materia di politiche e riforme.

E poi c’è il settore bancario e più in generale quello finanziario. Del resto sin dal giorno dopo la Brexit, ci si chiedeva come avrebbero reagito le banche centrali al contraccolpo che prevedibilmente ci sarebbe stato dopo l’uscita inglese dalla UE.

Secondo il FMI, le banche devono accelerare la pulizia dei loro bilanci dalle attività deteriorate. Come? Un suggerimento lo dà proprio il fondo, che dice: «Le regole sugli aiuti di stato potrebbero essere attuate in modo flessibile». Il Fmi ritiene inoltre necessario essenziale predisporre un’assicurazione comune sui depositi. Una cosa da attuare rapidamente insieme insieme a misure per ridurre i rischi del settore.

Ma la raccomandazione più importante è una: occorrono azioni collettive per aumentare la crescita e rafforzare l’unione. Per il FMI l’area euro è a un bivio: «senza azioni decise l’area euro resta vulnerabile all’instabilità e a ripetute crisi di fiducia».