Finanza ed economia


L’Italia cresce molto lentamente: ecco l’opinione di Padoan

Stando alle parole del Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, l’economia italiana sta crescendo molto più lentamente delle previsioni. Come è facile immaginare, le previsioni relative alla crescita dovranno essere riviste ovviamente al ribasso e gli effetti del rallentamento si potranno vedere già nei dati che saranno diffusi dal governo nel prossimo mese di ottobre.

L’opinione del Ministro Padoan sulle banche

Per quanto riguarda le banche, il Ministro Padoan ha fatto presente che l’intero settore bancario ha intrapreso il percorso giusto anche se la strada verso la normalizzazione è ancora molto lunga. I dati relativi ai cosiddetti crediti deteriorati nella sua opinione alle volte potrebbero essere esagerati. In buona sostanza, il Ministro invita alla prudenza e chiede di analizzare la situazione caso per caso. Ciò che conta, a suo parere, è che le banche abbiano iniziato a dare forma a istituti sempre più solidi. Ciò che conta, dunque, è che il percorso verso la crescita sia stato avviato. Il rallentamento, pertanto, non deve essere considerato una battuta d’arresto ma, piuttosto, un’occasione per individuare eventuali criticità.

L’opinione del Premier Renzi

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi non ha nascosto che i dati relativi al prodotto interno lordo sono ancora molto lontani da quelli sperati dal governo. Nonostante ciò, sarebbe sbagliato non tenere conto del fatto che è finalmente tornato il segno più. A preoccupare il Premier, dunque, è la lentezza con cui la ripresa sta procedendo. Renzi ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di nascondere la verità ai propri concittadini ma, allo stesso tempo, ha fatto presente che non c’è alcuna necessità di allarmarsi. A seguito di riforme come quella del lavoro, l’Italia ha ricominciato a crescere dopo anni di stagnazione. A questo punto, nella sua opinione, è necessario dare un nuovo slancio agli investimenti.

Padoan: le tasse ed il referendum costituzionale

In occasione di un suo recente intervento, il Ministro dell’economia ha fatto presente che le tasse continueranno a diminuire. Nella prossima manovra finanziaria, pertanto, non dovrebbe essere previsto alcun aumento della pressione fiscale. In ultimo, in merito al referendum costituzionale ha reso noto il fatto che, qualora dovesse vincere il sì, i costi della politica verrebbero notevolmente ridotti.In buona sostanza, secondo il governo, anche il sì al referendum costituzionale potrebbe avere una ricaduta positiva sulla crescita economica. Nel frattempo, l’Europa tiene i riflettori puntati sull’Italia e ricorda al Premier ed al governo che i margini di flessibilità non sono sindacabili se non per quanto riguarda gli interventi necessari per fare fronte dal dramma del terremoto. A questo punto, non resta altro da fare che attendere la prossima manovra finanziaria per capire quali saranno le decisioni che il governo prenderà in fatto di pressione fiscale, di tagli alla spesa pubblica e, più in generale, di crescita economica.