Filler iniettabili naturali e gli strumenti per liposuzione più appropriati


Una sorta di inversione di tendenza sta caratterizzando da alcuni anni il settore della chirurgia plastica ed estetica, con un nuovo approccio che cerca di evitare gli interventi più invasivi e traumatici, il cui decorso post-operatorio è spesso incompatibile, per la sua lunghezza, con i frenetici ritmi della vita contemporanea.

 

In molti, stando a studi statistici condotti da associazioni specializzate del settore come ad esempio l’AICPE, si stanno interessando ad un tipo medicina estetica che sia più naturale e che punti sul concetto di rigenerazione dei tessuti e non del loro “taglio” o comunque traumatizzazione.

Una tecnica che risponde alla perfezione a simili mutate esigenze è quella del trapianto del proprio grasso corporeo, o grasso autologo, attraverso il quale si può ad esempio effettuare una operazione di lipofilling del volto allo scopo di donare nuova elasticità alla pelle ed un aspetto più giovanile e fresco; tale tipo di intervento può tra l’altro coinvolgere anche altre zone del corpo. Sono necessari, in questo casi, degli strumenti per liposuzione molto particolari e specifici. I benefici sono però fuori discussione!

Lo scorrere degli anni è la prima causa di inestetismi o imperfezioni quali rughe o vuoti sotto la pelle: il lipofilling non fa altro che prelevare grasso in eccesso da altre zone del corpo e, dopo un opportuno processo di rimozione delle naturali impurità, reinnestarlo dove è più necessario: collo, zigomi, contorno occhi, ma anche decolleté o mani sono zone nelle quali questo grasso riesce a riempire i vuoti ed in più, non trattandosi di una sostanza sintetica come nel caso dei più comuni filler iniettabili, non corre alcun rischio di essere rigettata o incapsulata.

L’organismo infatti accetta e riconosce il proprio stesso grasso corporeo, e nel giro di poche settimane lo vascolarizza, con un risultato finale che si rivela essere molto più naturale rispetto agli innesti di sostanze sintetiche.

Anche l’Italia, che come numero di interventi di chirurgia plastica e ricostruttiva e medicina estetica in genere si posiziona sempre tra le prime 10 nazioni al mondo nei report annuali che tengono conto del numero di interventi, sta scoprendo questa tecnica la cui fortuna ed i cui ottimi risultati sono probabilmente dovuti alla presenza di cellule staminali nel grasso oggetto dell’intervento.