Eurozona verso un periodo d’oro secondo Credit Suisse e Oxford E.


L’economia europea continua a vivere uno stato di convalescenza? C’è chi non la pensa proprio così, ed anzi è pronto a scommettere che alle porte c’è un periodo di assoluta floridezza per l’Eurozona. E non stiamo parlando di inguaribili ottimisti, bensì degli analisti di due importanti società finanziarie europee, come Credit Suisse e Oxford Economics. Da loro infatti parte l’annuncio: Eurolandia sta accelerando e si muove verso un periodo d’oro di espansione.


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La prospettive dell’Eurozona

E’ vero che la ripresa c’è stata e che alcune cicatrici lasciate dalla crisi cominciano a guarire, ma addirittura ci si può spingere a tanto? I dati in tal senso non mancano. Effettivamente il tasso di crescita dell’area euro è a livelli molto elevati. Il Vecchio Continente dovrebbe godere di questo periodo, dopo una lunga crisi. Non solo, ci sarebbe ancora un po’ di spazio per correre. Del resto la settimana scorsa la Commissione europea ha aumentato la sua previsione di crescita del 2017 a 2,2 per cento da una stima del 1,7 per cento a maggio Se a questi dati applicassimo una Donchian channel strategia, punterebbe dritta verso l’alto.

Un altro dato interessante (a maggior ragione in questi giorni in cui usciranno i dati sul PIL) è che le previsioni della Bloomberg Economics riguardo il prodotto interno lordo della zona euro sono state aumentate per ben otto volte quest’anno. Va aggiunto che anche il Fondo Monetario Internazionale ha osservato nel suo ultimo Regional Outlook che l’Europa grazie alla sua economia “sorprendentemente robusta” sta diventando il vero motore del commercio mondiale“.

E allora, si può dare ragione agli analisti di Credit Suisse e Oxford? Ni. I dati sono sotto gli occhi di tutti, così come lo è la crescita dell’euro che da gennaio ad oggi ha guadagnato circa il 10% sul dollaro, con l’Accumulation Distribution Forex che ha evidenziato molte più fasi di accumulo che non di distribuzione. Però è anche vero che non si può fare un’analisi simile senza tenere conto che prima o poi l’allentamento monetario della Bce dovrà essere interrotto. Forse accadrà nel 2018, o più probabilmente nel 2019. Ma quando sarà sarà, bisognerà fare i conti con una situazione molto diversa da quella di adesso.