Eni: Claudio Descalzi coprirà il secondo mandato come Amministratore Delegato


In virtù dei risultati conseguiti negli ultimi tre anni di gestione, Claudio Descalzi, CEO di Eni, è stato riconfermato alla guida della società. Determinante per la rinomina la strategia aziendale adottata dall’AD, grazie alla quale Eni ha scoperto nuovi giacimenti, ottimizzando nel contempo efficienza e costi interni.

Claudio Descalzi

 

Claudio Descalzi confermato CEO di Eni

Quando Claudio Descalzi ha preso le redini del Gruppo Eni, nell’aprile del 2014, la situazione internazionale era lungi dal garantire un miglioramento per i conti dell’azienda. Basti pensare che nel giro di un anno e mezzo il prezzo del barile sarebbe sceso dai 100 ai 27 dollari. Uno scenario nel quale l’Amministratore Delegato è riuscito tuttavia a trovare soluzioni efficaci per riportare il cane a sei zampe tra i vertici del settore, operando sia sulla riduzione dei costi sia sull’individuazione di nuovi giacimenti. Linee guida che se da un lato non hanno portato ad alcun taglio di personale, dall’altro hanno permesso la scoperta di nuove aree estrattive, come il maxi-giacimento di gas nell’offshore egiziano, il più grande individuato sino ad ora nel mar Mediterraneo, e nuove attività strategiche in Mozambico, oggi ritenute chiave dall’azienda. Anche il mercato e gli specialisti del settore hanno riconosciuto le qualità dell’AD Claudio Descalzi. Per gli esperti di Icbpi la sua riconferma alla guida di Eni rappresenta infatti una nota positiva per la società attiva nel campo dell’Oil&Gas, vista la capacità di adattamento alla crisi del comparto mostrata nell’ultimo triennio. Opinione condivisa anche da Banca Imi, la quale consiglia l’acquisto di azioni Eni e sottolinea l’impatto positivo dell’amministrazione Descalzi, responsabile di aver creato maggior valore per l’azienda nel lungo e medio periodo. Grazie al nuovo percorso d’azione il cane a sei Zampe è tornato infatti all’utile, per 360 milioni di euro, nel quarto trimestre del 2016, e ha potuto annunciare dividendi per gli azionisti. Il CEO Claudio Descalzi ha recentemente evidenziato come la strategia nell’upstream si sia focalizzata sui progetti convenzionali e near-field, operando con quote rilevanti, in maniera tale da poter vendere parte degli asset e generare un flusso di cassa anticipato, così come emerso dalla cessione del 25% dell’area 4 (Mozambico) e grazie alla quale Eni ha ricavato 2,8 miliardi di dollari.

L’esperienza e i ruoli di Claudio Descalzi in Eni

Claudio Descalzi, dirigente e ingegnere di origini milanesi, collabora con Eni, società operativa nel comparto Oil&Gas, dal 1981. Dopo la laurea in Fisica, conseguita nel capoluogo lombardo, inizia a lavorare con il Gruppo nel ruolo di Ingegnere di giacimento. Un sodalizio con il cane a sei zampe che dura da oltre 30 anni e che ha portato Claudio Descalzi alla guida di Eni nel 2014, quando è stato chiamato a rivestire l’incarico di Amministratore Delegato. Nel corso degli anni ’90 l’attuale CEO della società ha accresciuto la propria competenza lavorando in ambito internazionale, attivo come Project Manager nello sviluppo delle attività in Nigeria, Libia, Congo e Mare del Nord e ricoprendo nel decennio successivo importanti incarichi direttivi per le controllate del Gruppo. Managing Director & Vice Charmain per NAOC (1998-2000), Direttore dell’area Geografica Africa, Medio Oriente e Italia (2002-2005) e in seguito membro del CDA di alcune consociate di Eni, inizia a scalare i gradini più alti della dirigenza ricoprendo l’incarico di Vice Direttore Generale e in seguito Chief Operating Officer nella divisione Eni Exploration & Production. Infine viene nominato CEO della società il 14 aprile del 2014. Nel 2012 ha ricevuto, primo tra gli europei, l’onorificenza “Charles F. Rand Memorial Gold Medal”, dedicata a coloro che si sono distinti nell’ambito dell’Oil & Gas.