Emorroidi, tra le cause può esserci il ciclismo?


Secondo un’indagine del 2012 a cura dell’osservatorio Linear in Italia ci sono 25 milioni di persone che utilizzano la bicicletta come mezzo di trasporto. Mentre per molti dei nostri connazionali le due ruote sono utilizzate saltuariamente oppure per compiere brevi tragitti, ci sono anche molti appassionati di ciclismo – amatoriale, soprattutto – che praticano questo sport in maniera regolare.

Pedalare fa bene alla salute, poiché tonifica i muscoli e rinforza l’apparato cardiocircolatorio; tuttavia, in alcune persone, i vantaggi della bicicletta potrebbero essere affiancati da problemi fisici come ad esempio le emorroidi.

Sebbene ci sia la convinzione, piuttosto diffusa, che ciclismo ed emorroidi siano legati da un rapporto di causa-effetto, in realtà le cose non stanno così. Ciò che avviene realmente è che, nei soggetti che già di per se sono “candidati” a disturbi emorroidari, andare in bicicletta molto frequentemente o ad elevate intensità potrebbe portare alla manifestazione dei problemi oppure a una loro accentuazione.

Quindi bisogna rinunciare alla bici in caso di emorroidi? La risposta, per la gioia degli appassionati, è no. Alle prime avvisaglie di disturbi è bene consultare il proprio medico così da ottenere una diagnosi precisa: la conoscenza delle caratteristiche e delle cause delle emorroidi è infatti alla base di ogni processo di guarigione.

Qualche volta la sostituzione del sellino oppure il consumo di particolari alimenti (evitandone altri) possono essere d’aiuto per far tornare le cose alla normalità. E se la situazione si trascinasse da anni, o fosse ormai compromessa? Anche in questo caso è possibile guarire, grazie anche alle moderne tecniche chirurgiche mini-invasive che, oltre ad essere efficaci, permettono di ritornare in sella in breve tempo.