Digital PR: gli architetti delle People Relations. Come farlo al meglio?


Ogni agenzia di Web Marketing che si rispetti ha bisogno di un Digital PR in grado di costruire rapporti con i protagonisti del web, ovvero quelle persone attraverso cui i contenuti verranno diffusi, letti, commentati e, soprattutto, condivisi. Come in ogni lavoro, anche in ambito digital l’efficienza è data da una catena di montaggio perfettamente funzionante: c’è il reparto SEM, con i Project Manager a cui vengono affidati i progetti, ci sono i Copy, grazie ai quali le idee prendono forma e si trasformano da concetti a storie da raccontare, ci sono i grafici, in grado di creare strutture perfette per colpire dritto al cuore del buon gusto, c’è il reparto SEO, che deve districarsi tra algoritmi e keywords (ma non solo) per vincere la folle corsa delle prime posizioni in SERP e poi, ovviamente, ci sono le Digital PR.

Un lavoro tanto importante quanto complicato: avere questo ruolo significa avere delle responsabilità non solo da un punto di vista di diffusione degli articoli, ma anche nella gestione del budget e, soprattutto, significa avere a che fare con persone alle volte difficili da gestire. Ecco alcuni consigli utili per chi vuole svolgere lo sfaccettato lavoro di Digital PR a Milano e in agenzie di web marketing italiane o estere, così da riuscire a coltivare al meglio i rapporti tra l’azienda e il suo pubblico di riferimento.

Prima di tutto: saper comunicare

Darlo per scontato è sempre un errore, dato che stringere rapporti con persone che non si conoscono (e, soprattutto, trovarsi a farlo solo ed esclusivamente per lavoro) non è cosa facile. Tanto nella scrittura delle email, quanto poi nel mantenimento del rapporto con blogger, influencer, giornalisti, è fondamentale presentarsi bene, scrivendo email chiare, grammaticalmente corrette, senza prendersi troppa confidenza. Non si sa, infatti, chi c’è dall’altra parte dello schermo, e la professionalità paga sempre. Ascoltare, accogliere commenti e consigli senza voler sempre imporre la propria idea sono, poi, aspetti imprescindibili. Ovviamente, in tutto questo, una buona dose di pazienza pagherà e aiuterà a gestire ogni persona al meglio.

 

digital pr foto presa da healthcomu

Copy: healthcomu

 

Veicolare i contenuti: no allo spam, sì alla scelta mirata

I contenuti sono la vera forza motrice di tutto e, se pubblicati su fonti sbagliate e non autorevoli, renderanno vani sia gli sforzi di chi quei contenuti li ha scritti, sia di chi li ha diffusi. Uno spreco controproducente, insomma. È sì importante avere una mailing variegata, con contatti che operano in diversi settori, ma bisogna ricordarsi che per ogni cliente e keyword da spingere esistono le fonti giuste attraverso cui riuscire a farlo. Anche la diversità di quest’ultime è fondamentale: alcuni contenuti funzionano di più se pubblicati su blog, altri hanno obbligatoriamente bisogno di fonti autorevoli e di portali specifici e di settore. Tutto questo permette di ottenere link di qualità e di guadagnarne altri in modo spontaneo, aspetti che costituiscono il massimo premio sia a livello di SEO che di coerenza. Quantità e qualità non vanno sempre di pari passo e generare numerosi link con target sbagliato, ovviamente, non porta alcun ritorno di immagine per il cliente. Attenzione anche a capire quali blog e/o magazine online pubblicano contenuti sponsorizzati: mandare email a pioggia a chi non ha mai sostenuto questo tipo di azione è inutile e di certo non aiuterà né la vostra reputazione online, né la brand reputation dell’agenzia in cui lavorate.

L’importanza dei numeri e del fattore umano

Avrete ormai capito che “allungare il brodo” della mailing con qualsiasi tipo di blog esistente nel web, non porta a nulla, per questo per ogni sito potenzialmente interessante è importante utilizzare gli strumenti giusti per capire se è il mezzo che fa realmente per voi. Esistono diversi tool del mestiere, come Majestic SEO e SimilarWeb: grazie al primo è possibile scoprire quale valore passa un sito (ad esempio, se il sito del nostro cliente passa Business, di certo non andremo a veicolare contenuti su un blog che passa Fashion, pena la “sporcatura” del Topic Trust), mentre con il secondo è possibile analizzare il traffico di un blog o di un sito, come le visite mensili, il tempo di permanenza degli utenti sul sito, la frequenza di rimbalzo e il tipo di traffico (proveniente dai social, da link esterni o attraverso ricerche mirate sui motori di ricerca).

Dopo aver attivato una collaborazione con blogger, influencer, giornalisti e soprattutto dopo aver capito se quella persona potrebbe fare al caso vostro anche in futuro perché seria e professionale, mantenete sempre i rapporti e puntate sulla fidelizzazione. Il cosiddetto “human factor” è fondamentale e il rispetto, l’educazione, il sapersi porre e comportare e, soprattutto, la giusta comunicazione sicuramente vi faranno raggiungere risultati di qualità nel tempo.

Articolo scritto in collaborazione con Nomesia, web agency con sede a Milano specializzata in strategie integrate di online marketing.