Come difendersi dai ransomware con il backup online


Il backup online è uno strumento perfetto contro le minacce come i ransomware, specialmente se si applica la giusta strategia.

Numerose aziende tremano al solo nome di Petya e CryptoLocker, i ransomware che hanno colpito migliaia di imprese in tutto il mondo, bloccandone i dati e chiedendo riscatti altissimi. Ma questa paura si minimizza quando si dispone di una buona strategia di backup online.

Il corretto salvataggio dei dati, infatti, permette di proseguire con la business continuity, senza dover cedere ai ricatti dei malware, in modo da evitare danni economici e reputazionali. Ma qual è l’approccio giusto per assicurarsi che queste minacce non compromettano i dati aziendali? Ecco 5 passaggi chiave.

 

Utilizzare credenziali diverse per il backup online

Differenziare e selezionare attentamente le utenze che possono accedere allo spazio di backup è la prima misura da adottare. Autenticazioni e sistemi di riconoscimento sono fondamentali per assicurarsi che utenti infetti non accedano ai dati.

 

Appoggiarsi anche all’offline

Un approccio misto aiuta a metterci al riparo da ogni eventualità: anche nel caso in cui un ransomware riuscisse ad accedere allo spazio di backup, se i dati sono stati salvati su una memoria offline, la business continuity non sarebbe compromessa.

 

Mettersi sempre alla prova

Molte delle aziende colpite dai ransomware ammettono di non aver effettuato test recenti sui sistemi di sicurezza e di recupero. Per questo fare test periodici del sistema di backup è estremamente importante, così come lo è l’effettuare tentativi di penetrazione sulle proprie misure di sicurezza.

 

Utilizzare la regola del 3-2-1

Il backup 3-2-1 è una processo che prevede il salvataggio di 3 copie dei dati in 2 località differenti (una delle quali preferibilmente offline). Grazie a questo sistema, si è sicuri di disporre sempre di una copia che non può essere raggiunta dai malware.