Cosa si intende per paradisi fiscali


I paradisi fiscali sono tutti quegli Stati o Territori autonomi, il cui ordinamento giuridico inerente alla fiscalità ed al settore bancario e finanziario persegue la finalità di attrarre grandi masse di capitali, in virtù di condizioni particolarmente agevolate previste per gli investimenti in loco.
In genere questi Stati hanno modeste dimensioni territoriali, spesso sono piccole isole, ed un numero limitato di cittadini, motivo per cui possono da un lato mantenere e garantire un basso carico fiscale e, dall’altro, divenire proprio per tale motivo meta privilegiata per capitali internazionali, dai quali unicamente dipende il loro sviluppo.
Correlativamente, le imprese straniere trovano la possibilità di operare al di fuori della giurisdizione legale dei propri Stati di appartenenza, con enormi vantaggi sotto il profilo dei costi connessi all’attività economica.
Caratteristiche dei paradisi fiscali
Schematicamente, i paradisi fiscali possono distinguersi per le seguenti caratteristiche:
– hanno una tassazione assai ridotta o finanche nulla per i soggetti non residenti, che rende conveniente stabilire in questi Paesi la sede di un’impresa o comunque trasferirvi i propri flussi reddituali, con significativa riduzione degli oneri;
– possiedono una normativa sul segreto bancario molto severa e restrittiva, che consente agli interessati di compiere riservatamente le transazioni finanziarie;
– non assicurano lo scambio di informazioni con le Autorità fiscali e tributarie di altri Paesi ed, in genere, non praticano la trasparenza e la reciprocità;
– hanno una normativa societaria che permette la facile creazione di società anonime e fiduciarie, rendendo difficile o addirittura impossibile scoprire l’identità dei soci.
Quali sono i paradisi fiscali
La mappa mondiale dei paradisi fiscali è molto ampia e cambia ogni anno, in ragione del mutare delle normative e delle leggi.
I Paesi contemplati vanno dall’Asia all’America, dall’Oceania sino all’Europa.
A mero titolo esemplificativo, vanno citate le isole caraibiche, come Barbados, Isole Vergini statunitensi e Bahamas, alcune isole oceaniche, come Maldive, Isole Marshall e Tuvalu, realtà asiatiche, quali Macao ed Oman, e Stati del vecchio continente, come Andorra.
Alcuni di questi Stati, peraltro, hanno deciso in tempi recenti di collaborare con il nostro Paese e con le Autorità internazionali in genere, offrendo una migliore trasparenza sui regimi fiscali e finanziari applicati e lo scambio di informazioni su dati bancari relativi ai contribuenti, nonché abolendo in tutto o in parte le normative di favore per gli investitori esteri.
Tra questi, in Europa, si segnalano la Svizzera, il Liechtenstein e San Marino, i quali, a seguito della sottoscrizione di accordi e convenzioni internazionali, non vengono più considerati oggi come paradisi fiscali nella Black List aggiornata a cadenza annuale dal Ministero dell’Economia e dall’Agenzia delle Entrate.