Cori: arsenico in acqua oltre i limiti, scatta l’ordinanza di non potabilità


Il Sindaco Tommaso Conti punta il dito contro Acqualatina: sue le responsabilità, pronti ad aprire la procedura di infrazione e risarcimento danni.

Il Sindaco di Cori Tommaso Conti ha decretato quest’oggi il divieto assoluto di utilizzo dell’acqua destinata al consumo alimentare umano e di ogni altro uso potabile dell’acqua proveniente dai pozzi di captazione che alimentano l’acquedotto di Cori capoluogo. L’ordinanza si è resa necessaria a seguito della nota dell’Azienda Sanitaria Locale ASL LT UOSD SIAN – Servizio Igiene Alimentare e Nutrizionale – del 10 Ottobre con la quale ha reso noto al Comune di Cori il superamento dei valori dell’arsenico rispetto a quanto previsto dal D.Lgs. 31/2001.Cori arsenico acqua oltre limiti ordinanza non potabilità


I risultati delle ultime analisi effettuate sui campioni di acqua prelevati il 4 Ottobre dalla rete pubblica di Cori capoluogo risultano essere par a: 23µg/l (piazza Signina); 24µg/l (piazza della Croce); 30µg/l (Madonna delle Grazie); quindi superiori al limite di 10µg/l indicato dal Dipartimento Istituzionale e Territorio Direzione Regionale Ambiente – Regione Lazio. L’Ente Gestore del Servizio Idrico Integrato sta provvedendo da ieri a fornire acqua potabile con le due autobotti posizionate a Cori valle, in piazza della Croce, e nell’area mercato di Cori monte, dove è stato sospeso l’approvvigionamento di acqua dai distributori automatici ‘AcquaSelf’. Nessun problema di potabilità a Giulianello.

Pronta l’azione dell’Amministrazione comunale di Cori contro Acqualatina SPA – “provvederemo ad aprire una procedura di infrazione per violazione contrattuale nell’erogazione del servizio e per il relativo risarcimento dei danni dovuto al disservizio, alla omessa informazione e comunicazione e alla carenza del servizio sostitutivo” – annuncia il Sindaco Tommaso Conti, furioso perchè il consistente innalzamento dei valori di arsenico non è stato comunicato in alcun modo da Acqualatina – “È già la seconda volta che accade in 6 mesi, senza che Acqualatina si sia degnata di informarci in alcun modo di come intende ovviare all’inconveniente. Visto che ci sono state taciute le cause, con ogni probabilità l’aumento dei valori dell’arsenico nell’acqua è da ascrivere al malfunzionamento degli impianti di dearsenizzazione, sotto la diretta custodia, gestione e responsabilità di Acqualatina – spiega Tommaso Conti – auspichiamo che questa incuria e negligenza non si ripeta perché il grado di tolleranza nei confronti dei comportamenti del gestore idrico è ormai al limite.”

Marco Castaldi
Addetto Stampa & OLMR