Commercio, la Cina sembra non risentire dei dazi USA. Ma è proprio così?

La guerra dei dazi con gli USA apparentemente non ha ancora mandato in crisi il commercio estero di Pechino. Gli ultimi dati riguardanti import ed export hanno evidenziato infatti un surplus cinese in crescita, pari a 41,6 miliardi di dollari.

Commercio, la Cina sembra non risentire dei dazi USA. Ma è proprio così?
Commercio, la Cina sembra non risentire dei dazi USA. Ma è proprio così?

Commercio, dazi e timori

I dati sul commercio cinese che però andranno di sicuro di traverso a Donald Trump, riguardano il saldo specifico con gli USA. Infatti il surplus di Pechino contro Washington ha superato quasi 27 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 21 miliardi di un anno fa nello stesso periodo. Attenzione però a sottovalutare alcuni aspetti, e dire che la guerra dei dazi la stia vincendo la Cina. Infatti occorre analizzare bene quanto sta accadendo in Oriente.

Anzitutto c’è stato un forte calo delle importazioni, scivolate dell’8,5%. Una frenata così non si vedeva da luglio 2016, e incide pesantemente sul bilancio del commercio complessivo cinese. Inoltre bisogna evidenziare che l’andamento positivo delle esportazioni cinesi a maggio, è stato innescato da una imponente accelerata di ordine limite verso l’estero. Il timore di altri dazi, in sostanza, ha spinto molti produttori ad accelerare le spedizioni di merci e prodotti. Questo fa presumibilmente ritenere che tra qualche mese ci sarà un forte calo degli stessi.

L’escalation continua ancora

Finora Trump ha più che raddoppiato i dazi sulle importazioni cinesi, per un valore di 200 miliardi di dollari. La minaccia di ulteriori tariffe incombe però su altri 300 miliardi di dollari di prodotti. Dal canto suo Pechino ha incrementato le tariffe sulle importazioni “made in USA” per un valore di 60 miliardi di dollari, e sta preparando una black-list con aziende ritenute “inaffidabili”. In più ha minacciato di bloccare le esportazioni di terre rare, che sono una componente chiave dell’industria high-tech. Insomma, siamo in piena escalation e quindi non è ancora tempo di bilanci. Chi sa che cos’è la volatilità, avrà senza dubbio notato quanto sia stata alta nelle ultime settimane sui mercati finanziari.

La sola cosa positiva in tutta questa faccenda è che a fine giugno ci sarà un summit Trump-Xi Jinping in Giappone. Molti analisti sperano che possa essere l’occasione per diradare un bel po’ di nubi nei rapporti tra le due superpotenze, anche perché il conflitto tra Cina e Stati Uniti è l’ultima cosa di cui ha bisogno una crescita globale già in forte rallentamento.

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