Come si produce la carta


Cos’è la carta

La carta è un materiale igroscopico, ossia in grado di assorbire liquidi. Per questo è l’ideale per la scrittura o la stampa con inchiostro. E’ formata da milioni di fibre vegetali lavorate e compattate tra loro, tramite un processo industriale abbastanza laborioso. A seconda del tipo di produzione e degli ingredienti aggiuntivi usati, si ottengono diverse qualità di carta. Quella bianchissima delle classiche risme in fogli sottili, quella di quaderni o blocchi di un bianco meno sfavillante o funzionalizzata con righe o quadretti, il cartoncino colorato, il cartone da imballaggio. Esistono tantissimi tipi di carta, ognuna preferibile per uno scopo.

Come si produce la carta

Innanzitutto è necessario l’abbattimento degli alberi, soprattutto pioppi e abeti. I tronchi verranno trasportati alla fabbrica che produce carta che li scorteccerà, ripulirà e li taglierà in cosiddette “”chips”” ossia sottilissimi fogli lavorabili. A questo punto si procede con la defibrazione, un processo che serve a separare le fibre vegetali del tronco, estrarne la cellulosa e la lignina che è una colla naturale, simile alla resina. Si passa quindi al processo di liscivazione, che serve a rendere i fogli di fibra lisci e compatti e all’epurazione, che è un meccanismo di pulizia. In questa fase dai fogli vegetali vengono rimosse impurità e macchie e si attua anche un processo di sbiancamento, più o meno intenso, a seconda dello scopo d’uso di quella partita. A questo punto la carta viene raffinata, arrotolata fino a formare una bobina grande, sottoposta a processi di essiccazione e poi tagliata nel formato desiderato.

Il ruolo della carta riciclata

Le fibre vegetali che compongono la carta sono quelle lunghe, principalmente estratte dalla polpa del legno d’abete o pioppo, in quanto più teneri e malleabili. Queste fibre si compattano grazie alla cellulosa ed alla lignina, naturalmente presenti nel tronco. A questo si possono aggiungere diversi eccipienti chimici, per dare caratteristiche particolari al tipo di carta in produzione. Coloranti, ad esempio, per ottenere fogli colorati o agenti plastificanti per effetti diversi. E’ in questa fase di produzione che si rende utile la carta riciclata: aggiungere carta non più utilizzabile all’impasto di fibre vegetali permette di risparmiarne percentuali enormi. In questo modo si ottiene una concreta diminuzione di bisogno di materia prima viva, ovvero tronco. Cosa importantissima per ottenere materiali cartacei di qualità ma preservando i polmoni del pianeta che, purtroppo, vengono decimati principalmente proprio per essere utilizzati per la produzione di carta. La carta riciclata, qualitativamente, non è inferiore a quella nuova anche se ha un aspetto leggermente più rustico e meno raffinato. Laddove si possa scegliere di utilizzarla al posto di quella di prima nascita si contribuirà alla limitazione dei tagli d’alberi.