Come scegliere tra le tante maschere e travestimenti di animali per Carnevale


Carnevale è uno dei periodi più belli dell’anno per tanti: potersi trasformare e mascherare da qualcun’altro (o qualcos’altro) è quasi magico soprattutto per tutti coloro, piccini ma anche i più grandi, sono pieni di fantasia. Soprattutto per coloro che amano gli amici a quattro zampe (e non solo) trovare maschere e travestimenti di animali per Carnevale può essere molto divertente nel caso si abbia ricevuto un invito a qualche festa in maschera. Vediamo di seguito qualche consiglio per non sbagliare e individuare la maschera più giusta per questa simpatica festa.

Costumi di animali per adulti

Partiamo dai più grandi. Se avete paura di sembrare ridicoli con un costume di animale per Carnevale non abbiate paura ne esistono di tutti i tipi e adatti a tutti i generi di persone. Molti di questi vestiti, infatti, possono si suscitare una risata ma dato il giorno di festa molto particolare sicuramente nessuno potrà pensare che sembrate sciocchi con un vestito di animali addosso. Per i maschi tra i costumi più belli c’è quello del cagnolino, per i ragazzi più teneri e coccoloni, ma anche quello da gallo, topo o scimmia. Per le ragazze il tema costumi di animali per Carnevale diventa sicuramente più sexy. Gli abiti pensate per le ragazze, infatti, sono decisamente più succinti e striminziti, ma non per questo volgari: tra i più originali c’è l’unicorno, mentre molto sexy (e aderente) è il costume da donna gatto.

Costumi di animali da Carnevale per bimbi

Come si sa, tuttavia, il Carnevale è il periodo preferito per i più piccoli. Chiunque ha un ricordo collegato a un vestito indossato nel periodo di Carnevale e dunque è importante soprattutto per i bambini scegliere quello più adatto. Se a vostro figlio piacciono gli animali, in questo campo le opzioni per la scelta dell’abito possono non avere fine: coniglietto, pappagallo, mucca, cavallo, gatto, cane o topo. Insomma i costumi di animali per pi più piccoli ce ne sono davvero un’infinità e dunque c’è solo l’imbarazzo della scelta.