Come fare un servizio fotografico


 

Un fotografo professionista ha una sua storia da raccontare esattamente come un musicista, uno sceneggiatore, o un qualsiasi altro tipo di artista.

La sua storia però non possiede alcuno stile narrativo, tutto quello che racconta lo fa attraverso l’utilizzo delle immagini, offrendo assieme a loro un immaginario che altri non avrebbero potuto notare se fossero stati al suo posto.

Tale “storia fotografica” curata nel tempo e nello spazio, attraverso un dettaglio dei fatti che si verificano uno dietro l’altro, tecnicamente parlando, viene descritto col termine di servizio fotografico.

Non si tratta di uno strano racconto, non è incentrato sulla fantasia, ma esprime con decisione una serie di eventi concatenati tra loro da un filo conduttore inesauribile e creativamente connesso che possiede sia un inizio che una fine.

Tramite la fotografia del servizio, il fotografo deve osservare ed analizzare quello che succede intorno a sé in un momento specifico, collocando la ripresa fotografica che ne risulta evidente con una certa semplicità da qualsiasi persona.

Rappresenta una vera e propria ricostruzione di tipo storico, indipendente dallo spazio, slegata dal tempo; un servizio fotografico si tratta di un libro costituito da delle immagini con un proprio senso compiuto capace di provocare emozioni contrastanti (scalpore, stupore, sconcerto etc); con esso si è in grado di favorire una reazione, di innescare un incitamento.

Il servizio fotografico dispone di un regista, uno sceneggiatore ed un autore che tutti assieme confluiscono in una solo soggetto: il fotografo.

Tu sei il solo responsabile del servizio, l’unico a fornire una ragione tecnica,narrativa ed estetica alla storia che stai per raccontare con le immagini.

 

Il servizio fotografico sembra un libro che parla attraverso le immagini fotografiche. Per crearlo bisogna tenere in forte considerazione una serie di concetti in quest’ordine:

A) Esporre l’autenticità;
B) Riassumere la realtà;
C) Creare l’immagine

 

  • A) Per esporre l’autenticità c’è bisogno esclusivamente della fotocamera. La verità si esprime con immagini reali, che appartengono ad un’oggettività innegabile, pertanto un servizio fotografico non dovrebbe raccontare le volontà del fotografo ma ciò che le circostanze raccontano, che lui stesso ha vissuto sulla sua pelle.
  • B) Non può fondersi né sulla finzione, né sulla costruzione, deve solo rivelare una verità. Per raccontarla bisogna usufruirsi del riepilogo, ossia di quell’abilità di concentrare tutto quello di cui il servizio fotografico parla. Evitare di far uso di troppi scatti inutili dettagliando immagini che possono sembrare avvincenti; è sempre meglio fare molti meno scatti che parlino di un solo argomento ben preciso, dove ciascuna immagine è uno specifico frammento di tutta la storia che hai intenzione di esporre.
  • C) Successivamente all’autenticità ed alla sintesi, ci si deve focalizzare sulla creazione dell’immagine; pertanto occorre un’attrezzatura (anche solo una minima parte), ma imprescindibile che bisogna procurarsi prima di iniziare la fotografia del servizio e non in fase di svolgimento.

 

Occorre organizzare con concentrazione quello che si ha intenzione di far vedere, bisogna focalizzarsi sui propri sforzi e comprendere cosa è davvero necessario per il servizio che si ha intenzione di effettuare.
Che possa riguardare un fatto storico di una certa rilevanza, un’indagine a stampo giornalistico, un viaggio, un gioioso evento oppure un fatto di cronaca il tuo servizio deve sempre disporre di una caratteristica: una giusta preparazione iniziale nonché una precisa organizzazione di tutto ciò che vuoi fare.

Alla base concettuale del servizio fotografico esiste la pianificazione e senza di essa si potrebbe incorrere verso rischi estremamente pericolosi: il lavoro ultimo potrebbe alla fine non ricambiare quell’ impatto emozionale che con tutta probabilità ci si attendeva.