Come fare un business plan


In questo periodo di crisi si reglistra un forte incremento di apertura di nuove aziende. Non potendo più aspirare all’ormai defunto posto fisso gli italiani si rimboccano le maniche e si impegnano nella ricerca di una possibile attività imprenditoriale. A fronte però di un sopravvalutato posto fisso l’attività imprenditoriale se ben pianificata, è in grado di dare molta più soddisfazione sia professionale che economica.

Primo passo per valutare la bontà di un idea ma anche per ottenere finanziamenti pubblici o privati che siano è la stesura di un business plan. Un piano d’affari che nel merito descrive il progetto imprenditoriale terminando ovviamente con la valutazione dei tempi di rientro dell’investimento.





Quello che il lettore (ente erogante, banca, socio o investitore che sia) vuole trovare all’interno di un business plan è la sua fattibilità pratica. Tale fattibilità deve emergere in 4 macroaree di analisi che andranno ad essere i capitoli del documento:

  1. Fattibilità imprenditoriale: il curriculum dell’imprenditore è importantissimo, è qui che deve emergere la sua competenza nel settore merceologico in cui intende entrare
  2. Fattibilità esterna: l’indagine di mercato deve dimostrare numeri alla mano che effettivamente esiste una domanda, che la concorrenza è monitorata e soprattutto deve riportare il prezzo che il mercato è disposto a sostenere per quel prodotto.
  3. Fattibilità interna: in questa sezione si sviscera la forma giuridica, l’assetto societario, l’organigramma, le procedure, le tecniche di commercializzazione e di produzione. Insomma gli organi interni della startup.
  4. Fattibilità economica: la più importante. Da qui dobbiamo calcolare l’ammontare dell’investimento compreso il periodo necessario per raggiungere il momento di pareggio e soprattutto dobbiamo dimostrare che la somma dei costi fissi con i costi variabili possono diventare in un tempo ragionevole inferiori al fatturato.

Troppo spesso questo documento mi viene richiesto unicamente per accedere ad un finanziamento, cosa ovviamente giusta, ma è altrettanto utile che l’imprenditore prenda fredda consapevolezza delle potenzialità di sviluppo della propria idea.