Come aprire un’azienda


Nel momento in cui decidiamo di aprere un’azienda ci accorgiamo dell’enorme distanza tra il dire ed il fare. Le cose alle quali bisogna pensare sono molte di più di quelle previste ed è facile perdersi in un labirinto di possibili strade.

Per quanto ogni attività sia diversa dall’altra esistono una serie di passaggi che possiamo definire standar ed universali per ogni startup. La prima cosa che appare subito chiara all’aspirante imprenditore è che non esistono enti o figure professionali istituzionali o privati che siano a cui far riferimento per la realizzazione del progetto. Dovrà essere lui in prima persona a dover raccordare banca, commercialista, rappresentanti, web master, fornitori, autorizzazioni, sede operativa, impresa edile per la messa a norma…e molto spesso questo enorme carico improvviso di lavoro fa si che si perdano di vista due elementi fondamentali nell’avvio di un’attività: la dead line (linea di non ritorno) ed il flusso di cassa (la liquidità).





La dead line determina il momento oltre il quale non è più possibile abbandonare il progetto senza una remissione economica. La possiamo identificare molto spesso con il giorno in cui si firma il contratto di locazione per la sede operativa. E’ una data che nell’agenda dell’aspirante imprenditore deve spiccare rispetto a tutte le altre. Ogni ragionamento sulla bontà o meno del progetto deve essere antecedente a questa data.

Il flusso di cassa invece prevede che l’imprenditore già sappia quale sia l’effettivo ammontare dell’investimento iniziale e che abbia già la strada per reperire quei fondi. Due cose per niente scontate, soprattutto la prima. Incredibilmente la maggior parte delle persone che apre un’attività nel valutare l’ammontare del capitale necessario non fa altro che sommare i costi da sostenere perdendo di vista il fattore tempo. E cioè il tempo necessario all’azienda per raggiungere il suo momento di pareggio (break even point) oltre il quale la ditta non avrà più bisogno di soldi privati per sostenersi.

Ottenere i finanziamenti necessari è una strada poi che molto spesso passa per la stesura di un business plan, un documento di pianificazione d’affari  di cui abbiamo parlato in altre sedi e che gli enti eroganti, soci o finanziatori che siano esigono per valutare la fattibilità di un’idea.

In definitiva il flusso di cassa monitora la liquidità disponibile in funzione degli accordi commerciali con i fornitori, l’avvio attività ed i mesi di tempo necessari al raggiungimento del momento di pareggio.

Per arrivare preparati a questi due momenti vitali di una startup è necessario quindi analizzare prima di ogni cosa se effettivamente l’impresa sia in grado di generare degli utili in funzione ella differenza tra il prezzo che il mercato è disposto a sostenere per i nostri prodotti ed i costi di commercializzazione, organizzazione e produzione a cui si deve far fronte.

Purtroppo il vissuto emotivo molto spesso ci porta a fare queste valutazioni non tanto su basi concrete quanto su considerazioni del tutto irrazionali. Forse in parte semplicemente perchè non si è a conoscenza del fatto che esistono strumenti o professionisti a cui rimandare l’onere di tali valutazioni.