Case antisimiche in legno grazie a bioarchitettura e bioedilizia


Le costruzioni in legno soddisfano le  regole della bioarchitettura, e rappresentano un grandissimo passo avanti verso un’edilizia a impatto zero.

Il settore delle costruzioni in legno è in continua espansione. A partire dal 2009 il legno è stato utilizzato in più del 70% delle nuove costruzioni post terremoto in Abruzzo, grazie al suo buon comportamento in caso di sisma (Renzo Piano docet), ai veloci tempi di cantiere ed ai costi tutto sommato contenuti. I legni più utilizzati sono abete, larice e pino.

La nostra qualità di vita è legata  all’ambiente che ci circonda. Optare per una casa ecologica diventa quindi una scelta consapevole, basata sull’uso di materiali a basso impatto ambientale. Una casa che ci permetterà inoltre di risparmiare in termini di consumi energetici e di ammortizzare in tempi assai brevi i maggiori costi sopportati.

Che requisiti deve avere un edificio antisismico? Prima di tutto deve essere in grado di resistere ai movimenti tellurici, evitando crolli e gravi dissesti. Ma soprattutto un edificio antisismico deve garantire l’incolumità delle persone che vivono al suo interno. Il rischio sismico si valuta con una scala che va da 1 a 4 (con 1 valore di rischio più alto) e la progettazione di una casa antisismica risulta obbligatoria nelle zone a rischio 1, 2 e 3. Resta fuori solamente la zona 4, nella quale è facoltà delle Regioni prescrivere l’obbligo della progettazione antisismica. Detto ciò, il legno si è ampiamente conquistato il primo posto fra i diversi materiali da costruzione antisismica.

Il legno è un materiale più leggero rispetto agli altri materiali da costruzione, di conseguenza (agendo il sisma con una forza proporzionale alla massa) l’impatto del terremoto sull’edificio sarà ridotto e meno devastante. Esso presenta inoltre una elevata elasticità e resistenza meccanica, il che comporta un grado maggiore di assorbenza delle sollecitazioni provocate dal sisma. Inoltre, nel caso di prefabbricati in legno, le verifiche vengono svolte non solo alla fine ma anche in corso d’opera (fattore tutt’altro che trascurabile per garantire la migliore sicurezza).

A proposito della durata di una casa in legno, le sue prospettive di vita sono uguali o superiori alle case costruite con altre tecniche di costruzione apparentemente più moderne e più diffuse.

Riguardo i rischi di incendio, il legno entra in combustione superficialmente prima rispetto all’acciaio o al cemento, ma una volta innescata la combustione esso brucia più lentamente dall’esterno verso l’interno della sezione. La parte interna mantiene così le sue caratteristiche di resistenza meccanica, al contrario degli elementi strutturali in acciaio che non bruciano ma subiscono un decadimento molto rapido delle loro caratteristiche meccaniche in funzione della temperatura, danneggiando irreparabilmente la struttura.

I vantaggi di costruire una casa in legno sono numerosissimi e da tenere in considerazione, sia dal punto di vista del risparmio che da quello dell’impatto sull’ambiente.