Carnevale in Salento

In Salento anche il periodo del Carnevale è ricco di appuntamenti.
Tra i tanti eventi e sfilate di carri il Carnevale di Gallipoli è uno delgi appuntamenti da non perdere, ed è attivo dal 1954.


Carnevale in Salento
Carnevale in Salento

Tradizioni del Carnevale

Molte sono le tradizioni del Salento legate anche al carnevale, originarie della cultura contadina e che si tramandano di padre in figlio.

Tra le maschere del carnevale della tradizione salentina troviamo “Lu Paulinu”, un povero contadino vestito di stracci, che muore dopo avere fatto indigestione nell’ultimo giorno di Carnevale. Lu Paulinu viene messo disteso su un carretto che è trainato da un somaro e il corteo funebre, è seguito da un gruppo di prefiche che urlano il loro dolore per il loro amico scomparso.

Il carnevale di Gallipoli ha in questi ultimi anni raggiunto degli apici di grande successo grazie anche ai coinvolgimenti dei mastri cartapestai che si attivano nella preparazione delle maschere.
Le maschere di cartapesta hanno portto infatti il Carnevale di questa a un alto livello, che lo rende famoso in tuttta Italia.

 

Maschere

La maschera principale è “Lu Titoru”, e sarebbe un soldato, rientrato per le feste nella sua città, Gallipoli e dato che era desideroso di assaporare i buoni piatti della sua terra, anche lui mangiò un piatto di polpette con così tanta foga, che finì per morire strozzandosi. E’ il sovrano della sfilata e sfila nel suo carro funebre, con una racapricciante maschera in sua memoria e il seguito compsto da sua madre e dai suoi concittadini in lutto.

Curiosa è invece la maschera de lu “Laurieddhu”, ovvero un folletto dispettoso con uno strano cappello, per il quale sarebbe pronto a tutto, anche a finire di fare marachelle notturne.

Questo elfo è conosciuto in Salento con diversi nomi, “Sciacuddhruzzi”, “ Purgianella”, “Casaranazzu”, “Lauru” e “Monaceddhu”. Altre maschere tipiche del SAlento sono “la Mielina”, simbolo per il Carnevale di Melendugno e “lu Cicianella”, emblema del Carnevale a Cursi.

 

Altre curiosità

Per indicare inoltre la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima sui balconi e sulle terrazze in molti paesi salentini si espone la Quaremma, ovvero un fantoccio che raffigura una vecchia signora vestita in nero, che tiene in una mano un filo di lana, simbolo del lavoro e del tempo che scorre, e nell’altra mano un’arancia con sette piume, una per ogni domenica di Quaresima.

Maschere, leggende e reivocazioni che sono parte integrante della cultura e tradizione salentina e con un alone di mistero e allegria coinvolgono ogni anno anhe i visitatori per il Carnevale.