Il boom della sigaretta elettronica e la sua regolamentazione

Sono passati solo undici anni da quando la sigaretta elettronica era ancora un sconosciuto prodotto non sottoposto a regole particolari, utilizzato come alternativa più salutare e priva di effetti collaterali rispetto al tabacco delle sigarette tradizionali. Inizialmente utilizzati per la pratica dello svapo, quando era solo puro momento ricreativo per pochi estimatori e per chi cercava di smettere di fumare, questi dispositivi elettronici studiati per la vaporizzazione sono utilizzati per la somministrazione di nicotina controllata o di soluzione aromatizzata, attraverso l’aspirazione di un liquido (e-liquid) e sono progettati per dare realisticamente la sensazione di fumare. L’ampia diffusione di e-cig e vaporizzatori in questi anni ha aperto la strada verso la regolamentazione delle sigarette elettroniche ed il loro utilizzo nei luoghi pubblici. Attualmente, il sistema di regole ed eventuali divieti differisce in ogni nazione, alcuni stati hanno applicato regole più restrittive, altri hanno espresso giudizio favorevole, potendo svapare in modo sostanzialmente libero e mantenendo un atteggiamento mentale aperto al suo business. L’ondata di regolamenti è nata a partire dal 2015, periodo in cui quasi i due terzi delle principali nazioni hanno regolamentato le e-sigarette in base alle necessità dei singoli stati.


Il boom della sigaretta elettronica e la sua regolamentazione
Il boom della sigaretta elettronica e la sua regolamentazione

L’ampliamento non previsto dei vapers ha posto in luce, infatti, alcune problematiche riguardo la sicurezza, mettendo l’uso di e-cig in potenziale relazione con le politiche e le leggi in materia di tabacco e di droga.
Che sia giusto o meno associare la pratica dello svapo a quella di gran lunga più dannosa del fumo di sigaretta è un po’ esagerato, fatto sta che professionisti nel settore della sanità, rappresentanti politici e ricercatori si stanno sforzando di stare al passo con un modello di pratica globale in rapida espansione,soprattutto nel settore del commercio. Le regole di osservanza della sicurezza e della conformità del prodotto allo standard di qualità sono richieste all’unanimità in quanto questo “vizio” dovrebbe essere un valido aiuto soprattutto per chi vuole abbandonare la cattiva abitudine di intossicarsi con il fumo. Alcuni ambiti di ricerca hanno indagato, invece, sull’impatto delle e-cigarette sulla salute personale e pubblica, applicando il divieto di acquisto e uso ai minori. Ciò è perfettamente visibile navigando tra gli store online, in cerca di informazioni su vaporizzatori ed e-cig: quando si accede alla pagina di benvenuto di un sito, si apre una finestra che ci chiede espressamente se abbiamo compiuto la maggiore età.

Un’altra delle preoccupazioni più sentite da parte delle istituzioni nazionali è stata quella se, in qualche modo, le sigarette elettroniche potessero essere un ponte per avvicinarsi al vizio del fumo anche per chi non ha mai fumato in vita sua, questione poi smentita da recenti studi e sondaggi sulla salute pubblica, in cui si è scoperto, invece, che l’uso di e-cig ha ridotto con successo i tassi di fumo. La legislazione sulle sigarette elettroniche è, tutt’ora, oggetto di dibattito in molte nazioni, anche se non ci sono evidenze né salutistiche, né legate alla sicurezza, che potessero screditare la pratica dello svapo.

In effetti, le sigarette elettroniche sono diventate un accessorio piuttosto popolare, contando più di una decina di milioni di svapatori in Europa. Per regolamentare questa pratica in società, a partire dal 2016, è entrata in vigore la EU Tobacco Products Directive, con delle leggi che controllano l’intensità di nicotina nei liquidi, la pubblicizzazione delle e-cigarette e il loro uso in particolari contesti pubblici.

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