Barbaresco, nobile e 100% piemontese

Il Barbaresco è il vino rosso piemontese più conosciuto e rinomato al mondo. A ogni sorso è possibile percepire la sua indiscutibile qualità fatta di origini antiche; un lungo viaggio che porta alla nascita del pregiato vino delle Langhe.  


Barbaresco, nobile e 100% piemontese
Barbaresco, nobile e 100% piemontese

Quando si pensa ai vini del Piemonte, sono molteplici gli esemplari di rossi o bianchi che ne identificano le peculiarità, ma se si pensa al Barbaresco non vi sono eccellenze che tengano; è il vino che meglio identifica il suo terroir e le sue materie prime, semplicemente il pregiato vino piemontese.

Le sue origine sono antiche, risalenti all’epoca dei Romani: attualmente infatti, nel luogo dove sorge l’omonimo borgo, definito dallo stesso popolo “Barbaritium”, si narra fossero situati i vitigni di questa varietà piemontese; a seguito di vari mutamenti linguistici si è trasformato nel nome in cui oggi lo conosciamo. Da quel momento il Barbaresco ha occupato un posto di rilievo nell’enologia piemontese, italiana e internazionale conquistando il palato dei più raffinati bevitori.

Come nasce il Barbaresco: terroir, uve e vinificazioni

È risaputo, nel vocato territorio piemontese un ruolo fondamentale è quello assolto dal terroir delle Langhe: qui risiedono le peculiarità climatiche ideali per la buona crescita dell’uva Nebbiolo, protagonista indiscussa della produzione del Barbaresco. I suoi vigneti sono coltivati in 4 comuni della zona, quali Barbaresco, Neive, Treiso e parte di Alba dove sono situate altresì aziende di prestigio e piccole cantine locali che fanno di ogni grappolo l’essenza del Piemonte.

Il vitigno Nebbiolo, varietà antica e autoctona, trova sede in aree collinari dal suolo prevalentemente calcareo dove, per predisposizione, matura tardivamente assumendo grande complessità. Le lavorazioni seguono un disciplinare preciso grazie al quale ogni etichetta di questo rosso piemontese acquisisce la denominazione Barbaresco DOCG. Le produzioni seguono quindi criteri ben precisi esplicati in: pigiatura, fermentazione in serbatoi d’acciaio, rimontaggi, svinatura, invecchiamento in botti di legno (castagno o rovere) per almeno 24 mesi e ulteriore riposo di 6 mesi in bottiglia. Per il vino Barbaresco Riserva sono necessari almeno 4 anni di affinamento.

La passione per il territorio e la sapienza di viticoltori e cantinieri fanno di ogni vino un’eccellenza piemontese vantata in tutto il mondo.

Vino piemontese pregiato: i produttori del Barbaresco

È chiaro quanto sia importante utilizzare uve di qualità e seguire regole ben precise, ma è altrettanto fondamentale saperne ricavare l’essenza per vini dalla forte identità. Sono 20 mila le aziende che popolano il panorama enologico piemontese, tra importanti cantine vinicole e piccoli produttori locali: in ognuna di esse però non manca la dedizione e la consapevolezza di creare vini che rispecchiano il territorio. Tra i maggiori produttori di Barbaresco si trovano:

  • Gaja, azienda rinomata e molto conosciuta grazie alle sue etichette quanto mai fedeli alla propria terra. È proprio il Barbaresco di Gaja a impressionare il palato dei più grandi bevitori del genere grazie al suo gusto autentico, pieno e intenso.
  • Tenuta Carretta, anch’essa grande produttrice del genere con rossi di pregio derivanti dalle migliori uve 100% Nebbiolo. Il Barbaresco Tenuta Carretta è un rosso di forte identità che non si lascia resistere.

Come degustare il Barbaresco

Nonostante alcuni considerino il Barbaresco un vino simile al Barolo – per alcune zone in comune ospitanti il Nebbiolo con cui sono entrambi prodotti –  il primo si differenzia fortemente dal “fratello” per aspetti organolettici, un vino meno austero e più raffinato. Questo vino rosso piemontese, contraddistinto da un intenso color granato, custodisce una molteplicità di profumi che possono spaziare dai frutti rossi e lamponi, a viola e geranio, a pepe verde, cannella, vaniglia e noce moscata.

Ciò che è assolutamente unico è proprio il gusto armonico e pieno che lo rende particolarmente predisposto all’abbinamento con pietanze saporite. Per i puristi della cucina piemontese, piatti di carne cotta a lungo sono imprescindibili per godere a pieno del Barbaresco; altri accompagnamenti richiedono formaggi molto stagionati, primi ricchi e corposi e cibi a base di tartufo bianco e funghi porcini.

Qualunque siano le cantine produttrici del Barbaresco, il punto fermo resta sempre il territorio, ispiratore della maggiore eccellenza piemontese.