Banca Nazionale Svizzera, gli utili crollano per colpa… del Forex


Crolla il risultato della Banca Nazionale Svizzera, che ha comunicato di aver raggiunto quota 1,2 miliardi di franchi nel corso del secondo trimestre del 2017. Molto meno quindi del precedente risultato che era stato di 7,9 miliardi. A causare il brusco calo è il grosso apprezzamento della valuta nazionale, che essendo aumentato rispetto alle altre valute (in special modo il dollaro), ha finito per erodere i profitti derivanti da investimenti in azioni e bond.

 

La situazione della Banca Nazionale svizzera

Sul comparto titoli e strumenti di debito, la BNS ha registrato una perdita di 3,6 miliardi di franchi. A causarla è stato il forte incremento dei rendimenti sui bond, mentre le perdite legate al cambio hanno raggiunto gli 11,8 miliardi di franchi. Basta aprire uno dei miglior broker trading forex per vedere che il franco svizzero è salito del 5,9% contro l’USD, del 2,4% contro il CAD e del 2,1% contro lo JPY. Alla fine i tassi d’interesse negativi applicati dalla BNS hanno reso 970 milioni di CHF.

Dopo un semestre nell’arco del 2017, il volume di investimenti in valuta straniera è cresciuto a 728 miliardi. Ovvero circa 30 miliardi in più di inizio anno. Questo testimonia che la Banca Nazionale Svizzera si è data da fare per difendere il franco svizzero comprando valuta estera sul mercato.
Sulla base dei comunicati emessi proprio dalla BNS, sappiamo che “il risultato finanziario dipende in larga parte dagli sviluppi sui mercati dell’oro, delle valute e dei capitali”.

Nel frattempo però si assiste ad un risultato in controtendenza tra euro e franco svizzero. Quest’ultimo si è fortemente deprezzato negli ultimi giorni. Settimana scorsa il CHF ha perso fino a un massimo del 3,60% contro l’EUR, con la coppia EUR/CHF volata a 1,14 (senza considerare lo spread trading forex). Tuttavia il franco svizzero ha tenuto, apprezzandosi di conseguenza contro l’USD.
Le prospettive però dicono che la coppia EUR/CHF potrebbe ricevere uno scossone quando finirà la politica monetaria ultra-accomodante della BCE, il che metterà fine anche al forte differenziale dei tassi d’interesse EU/CH.