Banca centrale svizzera, il 2018 si chiude con una perdita choc (15 miliardi)

Una società che registra una perdita di miliardi, fa notizia. Un po’ meno quando a registrarlo è addirittura una Banca centrale. Nel nostro caso parliamo della SNB, ovvero la Swiss National Bank, che secondo la prima stima chiuderà il 2018 con una perdita di ben 15 miliardi di franchi (circa 13,3 miliardi di euro).

Banca centrale svizzera, il 2018 si chiude con una perdita choc (15 miliardi)
Banca centrale svizzera, il 2018 si chiude con una perdita choc (15 miliardi)

Il bilancio della banca centrale svizzera

Va ricordata la grande particolarità della banca centrale, che è controllata dai Cantoni ma al tempo stesso è quotata alla Borsa di Zurigo. Lo scorso anno l’istituto centrale chiuse il bilancio con un maxi utile di 54,3 miliardi di franchi, mentre nell’anno appena finito le cose andranno decisamente peggio. La colpa principale è della valuta. Il cambio dollaro franco svizzero è calato, e in generale la moneta elvetica nel 2018 si è rafforzata molto contro, determinando quindi le perdite sulle ingenti posizioni in valute estere della Bns (che si sono indebolite). L’anno prima del resto era accaduto l’esatto contrario.

Tutta colpa del franco

Va sottolineato che il franco viene visto dai mercati come un “bene rifugio”, ovvero quello in cui tuffarsi quando l’economia globale vive una fase di debolezza o incertezza. Tuttavia, quando il franco diventa troppo forte e il suo indicatore momentum trading schizza, il bilancio della BNS ne risente e ne risente pure l’economia, visto che crea alcuni ostacoli all’export svizzero. Per questo motivo la banca centrale in questi anni ha cercato costantemente di frenare l’ascesa della propria valuta (riuscendoci solo in parte).

L’esito del bilancio del 2018 si lega però anche all’andamento dei mercati finanziari. Infatti azioni e obbligazioni di imprese straniere costituiscono una parte delle riserve della banca centrale svizzera, e quindi la discesa dei mercati nella seconda parte del 2018 si è fatta sentire. Complessivamente, quasi l’intero ammontare delle perdite è dovuto al rosso nelle posizioni in valute estere, circa 16 miliardi di franchi. Meno pesante è il bilancio delle riserve in oro, che hanno pure registrato una minusvalenza, ma di “soli” di 0,3 miliardi di franchi.