Avvocato online: conta sapere se è uomo o donna?

Quando si chiede un parere legale ad un avvocato online si tende statisticamente a focalizzarsi di più sulla professionalità e competenza del professionista che su fattori che potrebbero discriminare o condizionare il giudizio, come il genere.


Avvocato online: conta sapere se è uomo o donna?
Avvocato online: conta sapere se è uomo o donna?

Nel 2018 potrebbe sembrare anacronistico fare una distinzione tra avvocati uomo e donna e sarebbe bello se fosse così ma purtroppo i numeri ci dicono (ancora) il contrario. A domanda diretta: “ti fidi più di un avvocato donna o uomo?”. Quasi tutti rispondono che è indifferente ma di fatto solo il 21,1% degli italiani si rivolge ad un avvocato donna, soprattutto se si tratta di processi penali.

I numeri “premiano” le donne solo nel Diritto di Famiglia, soprattutto per le cause di separazione e divorzio e affidamento dei figli. Ma è evidente che in questo caso si punti più sull’aspetto empatico e di “solidarietà femminile” che su quello professionale.

 

L’avvocato è un mestiere da donna? Come sono cambiate le cose

Fino al 1919 alle donne era fatto divieto di praticare la professione di avvocato perché quest’ultima aveva funzione sociale e quindi era riservata agli uffici pubblici. Sebbene formalmente il divieto fosse caduto, anche in epoca fascista le donne avvocato erano notevolmente osteggiate. Con la Repubblica le cose sono decisamente cambiate: oggi più della metà degli avvocati iscritti agli albi forensi è di sesso femminile (con punte del 62% nel Centro Italia). E in molti oggi sostengono che addirittura quella di avvocato è una professione più prettamente femminile perché le donne possiedono maggiori doti diplomatiche e di mediazione.

 

L’ avvocato online abbatte distanze e discriminazioni

In questo senso affidarsi ad internet aiuta a superare alcuni preconcetti maschilisti. Pensi di esserne esente? Ti senti al di sopra di certi pregiudizi di genere nella scelta dell’avvocato? Ti proponiamo un indovinello in chiusura che forse ti farà riflettere: “un tizio in macchina con suo figlio ha un incidente. Arrivano due ambulanze diverse e trasportano l’uomo e il figlio in due ospedali differenti.

Quando il più giovane dei due arriva in sala operatoria, il chirurgo lo guarda e dice: “Io non posso operare questo bambino: è mio figlio!” Come è possibile? La risposta è semplice: il chirurgo è la madre del bambino. Negli Anni 70 i movimenti femministi proponevano questo indovinello per dimostrare quali fossero i preconcetti sull’accesso delle donne alle professioni. Voi avreste risposto subito e correttamente?