Artrosi, quando bisogna operarsi?


L’artrosi è una malattia degenerativa delle articolazioni, ovvero di quelle strutture che collegano tra loro le ossa. È tra le patologie croniche più comuni nella popolazione anziana, nonostante esista anche l’artrite giovanile: si stima che colpisca il 14% delle donne e il 10% degli uomini sopra i 65 anni, soprattutto alle mani, all’anca e alle ginocchia.

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Come per altre malattie, la predisposizione genetica influisce sul rischio di artrosi. Ad incidere sono anche altri fattori ‘ambientali’, come obesità, cattive abitudini o traumi, che vanno ad intaccare la normale sollecitazione delle cartilagini; fattori che aumentano le probabilità di contrarre la malattia e ne accelerano il decorso. Alcuni – come l’età e la predisposizione genetica – non sono modificabili. Altri, come il peso corporeo, sì.

L’artrosi, infatti, è una delle poche malattie reumatiche che è possibile prevenire. Anche l’attività fisica – nonostante erroneamente si creda sia dannosa – è utile per rafforzare i muscoli e aumentare l’elasticità dell’articolazione, purché fatta con moderazione e concordata con l’ortopedico di fiducia.

Quando, purtroppo, la malattia ha dato segnali inequivocabili di sviluppo, è importante correre ai ripari con tempismo. Durante la fase iniziale, si interviene con terapie farmacologiche conservative. Farmaci analgesici, antinfiammatori e infiltrazioni locali a base di cortisone leniscono il dolore, anche se in alcuni casi possono rivelarsi inefficaci o addirittura controproducenti.

La chirurgia ortopedica rappresenta un rimedio efficace – oltre che inevitabile, quando le altre terapie hanno fallito – soprattutto nei casi più gravi e invalidanti di artrosi all’anca o al ginocchio. Il rischio operatorio è ormai molto basso e, nella maggior parte dei casi, la durata delle protesi supera i 15 anni. Con questo intervento di chirurgia ortopedica mini-invasivo l’osso e la cartilagine danneggiati e compromessi vengono rimossi, per essere rimpiazzati da componenti protesici che restituiscono al paziente il corretto funzionamento dell’articolazione. Il ricovero in ospedale è ridotto a una media di due giorni, mentre i tempi di recupero – compresa la fisioterapia riabilitativa – durano in genere dalle 2 alle 4 settimane.