Aprire un conto corrente all’estero


Nell’epoca del villaggio globale, i trasferimenti all’estero sono all’ordine del giorno. Trasferirsi vuol dire cercare anche una nuova banca per aprire un conto corrente all’estero. Vediamo come fare.

 

Le norme all’interno della Comunità Europea

I residenti all’interno della Comunità Europea, non hanno alcun problema nell’aprire un conto corrente all’estero in una banca all’interno dell’Unione. Sono infatti garantiti i servizi di base come effettuare un deposito, ritirare contanti, ricevere o eseguire pagamenti all’interno della banca o con carta di credito. Inoltre la maggior parte delle banche all’estero permette anche di usufruire del servizio di Home Banking.
In alcuni paesi membri dell’Unione Europea per aprire un conto corrente all’estero, la banca può chiedere di pagare delle spese di mantenimento del conto corrente, che però devono rientrare necessariamente entro certi limiti.
Inoltre, per le coppie giovani o le aziende di nuova creazione molti istituti bancari offrono costi contenuti e facilitazioni di ogni sorta, in linea con le direttive di ciascun paese.

 

Aprire un conto corrente in una banca extra UE

Nel caso invece si voglia optare per l’apertura di un conto corrente all’estero, in una banca ubicata fuori dall’Unione Europea, la situazione diventa più complessa. Esiste infatti l’obbligo di presentazione non solo dei classici documenti di identità, ma principalmente della dichiarazione dei redditi (in particolare prima di presentarsi in un qualsiasi istituto di credito sarà necessario compilare il quadro RW).
Inoltre per molti stati esteri esiste l’obbligo di residenza o di cittadinanza che di fatto limita chi magari vuole o deve lavorare solo per qualche mese;
in questo caso, aprire un conto corrente all’estero diventa più difficile, poiché la politica della banca non può essere messa in discussione.

 

Come aprire un conto corrente in una banca all’estero

Il passaggio più difficile è, probabilmente, compilare la domanda di apertura del nuovo conto. La banca in cui ci si recherà, vorrà conoscere innanzitutto la posizione finanziaria attuale, la quantità di denaro che intendiamo depositare, i beni mobili e immobili che eventualmente si possiedono e il motivo della richiesta di apertura del conto in un paese diverso dal proprio.
La banca richiederà informazioni sulla storia finanziaria dell’aspirante correntista.Ciò è possibile poiché l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha stabilito uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni sui correntisti.Quando si vuole aprire un conto corrente all’estero, è inoltre un diritto degli istituti bancari chiedere informazioni sulle operazioni bancarie effettuate negli anni precedenti sul conto, fare accertamenti sui crediti e conoscere alcuni dettagli delle transazioni. Il motivo per cui spesso vengono eseguiti questo tipo di accertamenti è quello di cautelare l’istituto bancario da debitori o escludere l’utilizzo del conto estero per attività illecite.
Quando la banca avrà compiuto le sue ricerche, il conto corrente all’estero diventerà utilizzabile.