Anima gemella – da Platone a Brian Weiss


Seppur al giorno d’oggi la maggior parte delle persone non crede più all’esistenza dell’anima gemella, esistono ancora tanti irriducibili romantici che ci credono fermamente o che almeno non hanno ancora perso la speranza di incontrarla.

L’idea di base è che due persone siano predestinate ad incontrarsi un giorno nella vita e che siano fatte l’uno per l’altra tanto da completarsi. Chi non ha mai sentito parlare ad esempio della metafora della mezza mela? L’anima gemella sarebbe la metà della mela che si adatta completamente a noi. Personalmente credo all’esistenza dell’anima gemella, ma non amo la metafora della mezza mela, sono d’accordo con Wayne W. Dyer quando afferma che: ““Qualsiasi rapporto nel quale due persone diventano una sola, dà come risultato finale due mezze persone”.

Uno dei primi a parlare dell’anima gemella fu addirittura Platone nel Simposio dove descrive il mito degli ermafroditi, esseri con quattro braccia, quattro game e due teste, e divisi in due (uomo e donna) da Zeus con un fulmine. Una volta separati erano destinati a ritrovarsi.

Anima gemella – cosa ne pensa Brian Weiss

Arrivando ai nostri giorni, uno dei più popolari sostenitori dell’anima gemella è il Dott. Brian Weiss, psichiatra e scrittore che tramite studi con la regressione ipnotica è arrivato a concludere che le anime delle persone si reincarnano nel corso dei secoli e nel corso delle vite alcune di queste tendono a ritrovarsi periodicamente come una sorta di predestinazione. Una tesi molto interessante, in quanto sostenuta da uno psichiatra affermato.

Per chi volesse approfondire l’argomento segnalo il sito www.anima-gemella.org che tratta anche argomenti relativi ai rapporti di coppia.