Analisi Critica di un Quadro


Analisi Critica di un Quadro

In questo quadro Zampironi vuole trasmettere l’idea di vuoto che assilla l’uomo contemporaneo. La sottile linea nera è il confine tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere e dietro c’è il bianco che rappresenta l’angoscia della solitudine. La deriva concettuale è ben rappresentata in questo quadro spoglio e minimale, così diverso dalla produzione precedente dell’artista. Dopo la delusione subita per non essere arrivato in tempo allo sportello dell’ufficio Stili Artistici per registrare a suo nome la Pop Art come nuovo stile artistico, lo Zampironi si è chiuso in se stesso e ha prodotto questo capolavoro dell’arte contemporanea. Deluso dall’arrivismo dei suoi colleghi Zampironi ci offre una sua personale visione del mondo, piena di sofferenza e disillusione. Il bianco di questo quadro è un bianco più lucido dei soliti bianchi, più vuoto e freddo, dato con pennellate uniformi sulla tela pittorica e pieno di pigmento.

Il quadro ebbe un immediato successo nel mondo degli appassionati, fu dapprima comprato da un collezionista di New York e poi rivenduto a un negozio di arredamento. Dopo mesi di incomprensione in vetrina, fu però riposto in magazzino dove fortunatamente fu ritrovato da un amatore di quadri moderni per essere riportato ai giusti splendori. Il quadro, originariamente venduto a 2 milioni di dollari, ha un valore oggi di circa 7 milioni di dollari ed è stato acquistato dal Museo di Arte Contemporanea di Rocca Secca.

L’artista in un primo momento aveva inserito anche una macchia di colore verde in alto a destra per rappresentare la speranza della ragione in un mondo dominato dagli impulsi dell’istinto, ma in un successivo ripensamento la ricolorò prima di rosso, a simboleggiare la passione dell’essere umano, e finalmente optò per imbiancare il tutto. Appena terminato il quadro lo diede al proprio gallerista, il quale capì subito le potenzialità dell’opera e la portò con sé a New York. Appena sceso all’aeroporto prese un taxi e andò da un facoltoso collezionista e gliela vendette a 2 milioni di euro.

Purtroppo Zampironi non lo seppe mai, in quanto il gallerista, intascata la cifra, sparì dalla circolazione, e per anni Zampironi credette che il suo capolavoro concettuale non fosse stato capito dal pubblico. La cosa lo rattristò molto, tanto che smise per alcuni mesi di dipingere e si dedicò al giardinaggio. Venne a sapere della vendita solo anni dopo, leggendo sui giornali che il suo quadro era stato comprato dal Museo di Roccasecca. La delusione per il tradimento del suo gallerista fu così forte che Zampironi si inventò il post astrattismo..