All’orizzonte lo spettro di una nuova crisi


La ripresa economica stenta a partire e lo spettro di una nuova crisi si fa sempre più largo nell’immaginario collettivo. A dimostrazione di ciò è dimostrabile dal fatto che assicurare contro il default 10 milioni di dollari di obbligazioni della più grande ed importante banca europea, la Deutsche Bank, costava a Natale 200 mila dollari, allo stato attuale il costo è risalito ad una cifra che si aggira intorno ai 350 mila dollari!

Ciò è dovuto al fatto che le banche stanno razionando il credito perché dovrebbero sgravare il bilancio di troppi debiti contratti.

L’Italia in fondo, non è l’unico paese che si trova i questa grave difficoltà, ciò vale per tutta l’Eurpa, per la Cina, e Anche per gli Stati Uniti.

Le borse da alcune settimane si stanno proprio accanendo contro il settore bancario.

Il rischio di un nuovo default questa volta viene proprio dalla Cina, dove ci sarebbero 5-6 miliardi, equivalente della metà del prodotto interno lordo di un anno, di crediti in sofferenza.

Ma anche l’Europa non se la passa bene, tanto che la Commissione dell’Unione Europea, ha tagliato le stime di sviluppo del 2016 al ribasso assestandole intorno all’1,7 per cento, come era avvenuto nel 2015.

Effettivamente gli Stati Uniti qualche passo in avanti verso la ripresa, in questi ultimi tempi, l’hanno fatto e le loro banche risultano sane.

Tuttavia è impensabile che siano gli Stati Uniti ad oggi a trainare l’economia mondiale come avveniva anni fa e le speranze si riducono settimana in settimana.

A fine 2015, l’economia ha scalato la marcia fino allo 0,7 per cento, l’industria manifatturiera è in recessione, i servizi (due terzi dell’economia americana) si espandono, ma in vistoso rallentamento: occupazione ed export sono in calo. L’occupazione complessiva cresce, ma meno di prima.

Insomma il rischio che una nuova crisi sopraggiunga sulle nostre spalle è molto reale e noi come paese non avremmo neanche assaporato una ripresa come altri stati europei hanno provato.