Vini in bottiglia o bag in box? Cosa scegliere?


Anche l’occhio vuole la sua parte. Soprattutto se stiamo parlando di vino. Negli ultimi anni, anche i viticoltori più tradizionalisti stanno cercando di rinnovare il modo di confezionamento. Ovviamente questa scelta non si lega solo ed esclusivamente ad una questione esteriore: il packaging in bottiglia o nel rinnovato Bag in box, serve per migliorare aroma, conservazione e spazio occupato. Un nuovo modo per intendere il piacere di bere il vino, perché come qualcuno afferma, bisogna berlo prima con gli occhi e poi con la bocca.

Il packaging del vino, spesso sottovalutato, sta conquistando posizioni per quanto riguarda il ranking di elementi influenti nell’ acquisto del prodotto. Uno studio effettuato dalla University of South Australia evidenzia l’importanza nel confezionamento. Quello che comunichiamo attraverso il nostro prodotto è fondamentale: il cliente deve avere una percezione sensoriale di ciò che sta acquistando e dunque, gli elementi che influenzano questa scelta devono essere scelti con minuziosità e cura. Negli ultimi anni infatti, queste caratteristiche sono state scelte in base alle tendenze di mercato, ma soprattutto alle esigenze della società. Terminologie come eco sostenibilità, praticità, utilizzo dello spazio in maniera razionale e creatività hanno investito anche il confezionamento del vino. Ma quali sono le modalità di packaging più utilizzate? Oltre il classico vino in bottiglia, negli ultimi tempi si sta diffondendo il bag in box, ovvero il vino in scatola. ma quali sono le differenze tra i due tipi di confezionamento?

Bag in box, la nuova frontiera

Per far chiarezza sull’argomento, bisogna chiarire sin da subito il significato di Bag In Box relativo al vino. Questo nuovo tipo di confezionamento si utilizza per gli alimenti in forma liquida, con una sacca di materiale plastico situata all’interno e rivestita da una scatola rigida di cartone, con un miscelatore utilizzato per usufruire del prodotto all’interno del sacco. La principale caratteristica di questo contenitore è relativa alla mancanza di ossigeno: sia in fase di confezionamento che in fase di svuotamento, il sistema bag in box impedisce all’ossigeno di venire a contatto con il vino, riducendo il rischio di alterazione delle qualità del vino stesso. Anche il materiale stesso con cui è lavorato il sacchetto, riduce l’alterazione del prodotto: il poliestere metallizzato protegge il vino dalla luce, dall’aria e da ogni gas o agente esterno. Un modo davvero singolare e pratico per evitare la modifica delle caratteristiche e delle qualità del prodotto. La forma di cartone ondulato che protegge il sacco esercita una funzione sia protettiva che funzionale al trasporto. Anche la quantità del sacchetto varia in base alle esigenze del cliente. Oltre ai vantaggi derivanti dalle qualità inalterate, il metodo bag in box garantisce un grado di conservatività superiore alla media dei vini in commercio. Dopo l’apertura della confezione può essere conservato nell’involucro per circa tre settimane. Nel caso invece di confezioni chiuse, si può arrivare dai quattro ai dodici mesi. Novità e benefici anche per quanto riguarda costi di confezionamento e spazio occupato: il bag in box è un’ottima soluzione sia dal punto di vista economico sia per lo spazio ridotto che occupa. Inoltre, non bisogna dimenticare l’impatto ambientale: questo tipo di confezionamento è molto utile per lo smaltimento ed è facilmente riciclabile.

Vino in bottiglia, quali sono le differenze con il bag in box

Il bag in box ha riscontrato molto successo e il suo utilizzo aumenta in maniera esponenziale. Il vino in bottiglia a sua volta, non viene disprezzato del tutto dagli esperti e dagli appassionati. Il confezionamento in bottiglia, soprattutto se si parla di vini chiusi, è sicuramente maggiore rispetto al Bag in box. Il fenomeno di ossidamento, a pari di altri contenitori, è rallentato nel vino in bottiglia. La conservazione dell’alimento, in caso di confezione chiusa, può arrivare addirittura ad oltre dodici mesi. Anche il mantenimento a temperatura ambiente di 20° premia il classico confezionamento della bevanda: dopo sei mesi, il vino bianco conservato in determinate condizioni atmosferiche non subisce variazioni nè dal punto di vista dell’ossidazione, nè da quello dell’acidità.