I vantaggi della fisioterapia in acqua


Nelle scienze sanitarie il ramo che si occupa di prevenzione e riabilitazione da disfunzioni cognitive e patologie fisiche o neurologiche, viene chiamata fisioterapia. Questa disciplina si suddivide in diversi interventi terapeutici applicati in base alla patologia: terapia fisica, terapia manuale e/o manipolativa, terapia posturale, massoterapia e idrokinesiterapia sono solo alcuni esempi. Quest’ultima, grazie all’esercizio in acqua è un aiuto indispensabile per diverse metodologie riabilitative. All’assenza di gravità rende il movimento più lento, fluido e armonico agendo come stimolo rieducativo senza pesare sul paziente. Il galleggiamento in acqua facilita la ripresa e la coscienza dell’esecuzione articolare e, soprattutto, evita al paziente dell’insorgere del dolore legato al movimento. Le vasche utilizzate nella fisioterapia in acqua hanno una temperatura che varia dai 33° ai 35° ed esercita un effetto analgesico rilassante, evitando le contrazioni dovute al movimento che influenza l’arto in questione.

Fisioterapia in acqua 1Fisioterapia in acqua

Ciò che rende questa terapia più accettabile per il paziente è l’assoluta assenza del normale processo neuro-somatico che prevede il dolore seguito dalla contrattura e la rigidità articolare, l’acqua valorizza l’azione psicoterapica e motivazionale rendendo la seduta molto più facile da affrontare. L’utilizzo della vasca riabilitativa viene consigliata soprattutto per le patologie che interessano le lesioni o le fratture ortopediche, post-operatorie e traumatiche degli altri e soprattutto nei casi di lesioni particolarmente dolorose.

I vantaggi dell’idrokinesiterapia possono essere riassunti in questi 6 punti:

  • Assenza di gravità
  • Ottima esecuzione degli esercizi
  • Semplicità dei movimenti
  • Meno stress per le articolazioni interessate
  • Rilassamento muscolare
  • Meno dolore

La fisioterapia riabilitativa può essere indicata per diverse patologie:

  • Il campo ortopedico e traumatologico è indicata per fratture, distorsioni, interventi post chirurgici, algie vertebrali ed amputazioni.
  • In reumatologia è consigliata per gonartrosi, coxartrosi e malattie reumatiche.
  • In campo neurologico per le lesioni del cranio encefaliche, emiplegia, trauma cranici, cerebellari, diparesi, distonici, tetraparesi spastica, disturbi di coordinazione motoria in età avanza, esiti di paralisi cerebrale infantile (PCI) e sclerosi multipla.
  • Può essere consigliata anche per le lesioni midollari in particolare spina bifida, poliomelite e para-tetraplegia ma anche per la distrofia muscolare, le lesioni del sistema nervoso periferico (SNP) e le paralisi del plesso brachiale, da trauma, paralisi ostetriche, sciatico popliteo esterno.