Il tempio di Ercole a Cori. Tutela e valorizzazione tra Ottocento e Novecento


Museo ConderenzaTorna questo fine settimana, presso il Complesso Monumentale di S. Oliva, il ciclo di conferenze “Archivi storici e toponomastica corese. Nuovi contributi alla conoscenza della città”, organizzato dalla Direzione scientifica del Museo della Città e del Territorio di Cori, in collaborazione con l’Associazione Culturale ‘Arcadia’ e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cori.

Sabato 14 Novembre, alle ore 16:00, presso la Sala conferenze del Museo, si terrà il secondo incontro dal titolo ‘Il tempio di Ercole a Cori. Tutela e valorizzazione tra Ottocento e Novecento’, curato dal dott. Pier Luigi De Rossi, che ripercorrerà la storia degli interventi di salvaguardia che hanno interessato negli ultimi due secoli il tempio detto di Ercole, monumento nazionale dal 1898, eretto sulla sommità del colle dove era sorta l’antica Cora.

Le manutenzioni a cui fu sottoposto il monumento tra l’800 e il ‘900, anche su impulso di viaggiatori e studiosi che erano passati in paese evidenziando alcune criticità, puntarono soprattutto ad isolare il tempio dalla Chiesa di S. Pietro, in cui era stato inglobato in epoca cristiana. La chiesa, costruita tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, oltre a coprirne rilevanti elementi architettonici, rischiava di rovinarlo con le continue vibrazioni generate dal campanile.

Nel 1843 fu spostato il campanile della Chiesa, liberando la cella del tempio. Dopo l’Unità d’Italia furono demoliti l’ingresso della Chiesa che ostruiva l’accesso al tempio, e poi una cappella attaccata al tempio, riscoprendolo in gran parte alla vista. I bombardamenti anglo-americani del 1944 rasero la Chiesa di S. Pietro, lasciando in piedi solo il campanile. La Chiesa protesse il tempio dalle bombe, conservando le otto colonne di ordine dorico, la trabeazione e il frontone.

Subito dopo la guerra iniziò la risistemazione dell’area e il tempio fu oggetto di restauro da parte della Soprintendenza Archeologica del Lazio. I lavori si protrassero fino al 1963. Successivamente vi furono altri rimaneggiamenti, in particolare quello del 1999 e il più recente del 2010.

Un altro interessantissimo convegno, dopo quello inaugurale tenuto dal nuovo Direttore scientifico del Museo, il dott. Giovanni Caratelli, che ha svelato l’origine etimologica dei nomi dialettali di Pizzitónico e Piglióne, due luoghi simbolo della Città d’Arte. Terzo ed ultimo appuntamento sabato 5 Dicembre, alle ore 16:00, con ‘Percorsi di solidarietà femminile. Terziarie, nubili e sante a Cori in Età moderna’, a cura dalla prof.ssa Giancarla Sissa.