Tazze in vetro o in ceramica? Valutiamo i pro e i contro


Solitamente quando ci si vuole concedere un momento di pausa sorseggiando qualcosa di caldo, si prepara il o una tisana lasciando la bustina in infusione nell’acqua bollente in una tazza di ceramica. Ma perché ceramica, e non vetro?

Effettivamente le tazze in ceramica sono diffuse in ogni cucina, mentre quelle in vetro trasparente bisogna spesso cercarle con il lanternino. In alcune zone italiane, come ad esempio l’Alto Adige, l’utilizzo delle tazze in vetro è più diffuso mentre Tazze di vetro e teieraaltrove è pressoché impossibile incontrarle.

Uno dei vantaggi principali legati all’utilizzo dei modelli in ceramica è che questo materiale è caratterizzato da una miglior capacità di trattenere il calore, aspetto di certo importante quando si parla di bevande che vanno sorseggiate calde.

Non mancano però i problemi, ad esempio il fatto che la ceramica essendo fragile tende a scheggiarsi con relativa facilità; inoltre le bevande calde che presentano un contenuto elevato di sostanze che tendono a “macchiare” (ad esempio, i tannini contenuti nel tè) anche in seguito a un solo utilizzo determinano la comparsa di macchie scure che spesso si riescono a togliere solamente adoperando detergenti dall’azione intensiva oppure candeggina.

Tutto questo non succede al vetro, che tende a rimanere pulito più a lungo. Oltre ai vantaggi di tipo pratico, non mancano quelli di natura estetica: essendo trasparenti, le tazze di vetro permettono di osservare il colore delle bevande che si andranno a gustare – il rosso scuro del tè tradizionale, le tonalità delicate del tè verde oppure il giallo della camomilla – e così consumarle sarà ancor più piacevole.