Vogliamo sostituire le finestre di casa nostra? Ricordiamoci di non sottovalutarne la sicurezza


Se abitiamo in una villetta oppure in un appartamento , almeno una volta, ci saremo chiesti se i nostri infissi sono veramente sicuri.

Magari andiamo fieri della nostra  porta blindata che abbiamo  scelto tra tante perche’ costruita con lamiere di un certo spessore e  dotata di uno a due cilindri a profilo europeo, rostri fissi e mobili di chiusura ma  poi, appena svoltiamo l’angolo di casa,  ci accorgiamo  che la  porta finestra che da sul retro rappresenta davvero un punto debole, una vera manna per i ladri!

Anche gli infissi posti al primo piano e, se abitiamo in una palazzina, non vanno sottovalutati neppure quelli dei piani alti; infatti basta un buon appiglio, un albero o un pergolato troppo vicino all’abitazione e il gioco è fatto!

Pochi attimi e  il ladro si è già arrampicato e con poco rumore  è   in casa nostra.

A questo punto ci rendiamo conto  che potevamo fare  o che dobbiamo fare qualche cosa; si ma cosa?.

Innanzi tutto se abbiamo messo in conto di  acquistare dei nuovi serramenti in legno, dei  serramenti in  PVC o alluminio   o se dobbiamo sostituire quelli vecchi possiamo sceglierne tra  quelli che montano una ferramenta antieffrazione  con qualche punto di chiusura in piu’ .

Già questo serve a scoraggiare il ladro poiché questo tipo di ferramenta  tende ad aumentare i tempi di effrazione e, forse, a farlo desistere. Invece, se sfortunatamente, ci troviamo in casa durante la “ visita”, il semplice fatto di  avere a disposizione qualche minuto in più  serve anche a noi per  disporre di attimi preziosi durante i quali possiamo chiedere aiuto  alle forze dell’ordine, o per  scappare  fuori casa..

Questo tipo di chiusura antieffrazione per finestre e  porte finestre è costituito da più incontri   e   nottolini  tipo a fungo e, già quattro di essi  sapientemente distribuiti secondo precise indicazioni , contribuiscono a rendere il serramento più’ sicuro. Se parliamo di serramenti in legno poi particolare importanza riveste anche la specie legnosa  impiegata, la sezione  dei profili, il tipo di fissaggio dei fermavetri. Analogo discorso vale anche  per i serramenti in PVC con particolare attenzione allo  spessore dei componenti , dei rinforzi  e dei profili.

Anche il vetrocamera degli infissi  ci può venire in aiuto e allora perchè non approfittarne ?  Si ma come ?

In alternativa a quello che normalmente viene fornito standard e rispondente alle normative vigenti in materia , possiamo chiedere al nostro serramentista  che ne venga previsto  uno che passi dalla classificazione antinfortunio a quella anticrimine. Questo passaggio di categoria si ottiene  variando lo spessore del plastico interposto ( per esempio da da 0,38 a 0,76)  tra le lastre di cristallo  e passando da un vetro 4+4 a uno  5+5 ( quest’ultimo necessario per la classe RC2).

La resistenza all’effrazione e’ una caratteristica tecnica  da considerare quando ci si accinge ad  installare un nuovo infisso o a sostituirne uno vecchio in quanto il serramento viene progettato e realizzato con lo scopo di essere una chiusura idonea a  proteggere la casa, le persone che la abitano, i suoi arredi e i  nostri  oggetti da eventuali sgradevoli  intrusioni provenienti dall’esterno. Essa è regolamentata da  norme europee che precisano quali devono essere  i test a cui le finestre devono essere sottoposte  prima di ottenerne la certificazione.

In particolare:

CLASSE RC1 N

Lo scassinatore occasionale tenta di forzare la finestra, portafinestra  o chiusura oscurante usando piccoli attrezzi e la forza fisica (ad es. con calci, spallate, strappi o sollevando oggetti). in genere  non conosce la resistenza e le caretteristiche del prodotto, è molto attento e sensibile ai rumori e non è disposto a correre rischi elevati.

CLASSE RC2 N

Lo scassinatore occasionale può anche cercare di forzare la finestra, portafinestra  o chiusura oscurante con attrezzi rudimentali come cacciaviti, tenaglie o cunei. Ha conoscenze minime sulla resistenza del prodotto, è molto attento ai tempi, sensibile  ai rumori e non è disposto a correre rischi elevati. Non usa utensili di perforazione meccanica. Visto che la rottura del vetro non è prevista   in questa classe  la prova viene realizzata con vetro standard

CLASSE RC 2

L’ autore dell’effrazione e l’azione  di scasso sono uguali alla classe precedente. In aggiunta  dalla classe RC2 secondo la norma EN 356 è previsto un vetro di sicurezza.

CLASSE RC3

Lo scassinatore tenta di entrare utilizzando un piede di porco e  un cacciavite, utensili manuali e strumenti di perforazione meccanici che gli possono permettere di danneggiare i dispositivi di chiusura più fragili.  Ha  conoscenze di massima sulla resistenza del prodotto ed è attento ai tempi e  sensibile ai rumori. E’ disposto a correre rischi di media entità.

CLASSE RC4

Lo scassinatore esperto usa anche  martelli, accette, scalpelli e trapani portatili a batterie, che gli offrono  svariate modalità di effrazione. Il rischio che è disposto a correre è piu’ elevato quindi  possibili  rumori lo distolgono più difficilmente.

CLASSE RC5

Lo scassinatore esperto usa in aggiunta attrezzi elettrici,  esempio trapani, seghe a sciabola e mole ad angolo con un disco massimo di 125 mm di diametro, i quali aumentano ulteriormente le possibilità di effrazione. E’ motivato e discretamente organizzato, ed è minimamente sensibile ai rumori in quanto  disposto a sostenere rischi notevoli.

CLASSE RC6

Lo scassinatore esperto usa ulteriori attrezzi elettrici, di maggiore potenza, per esempio trapani, seghe a sciabola e mole ad angolo con un disco massimo di 230 mm di diametro, ossia strumenti con un alto livello di efficacia anche se usati da un singolo. E’ molto organizzato e  motivato, disposto a correre rischi elevati per nulla preoccupato di fare rumore.

Classificazione richiesta per il vetro impiegato  negli infissi soggetti  a  prova:

 

Classi di resistenza  per finestre, portefinestre e  oscuranti in conformità con la norma UNI EN 1627 Classe di resistenza dei vetri  in conformità con la  norma UNI EN 356
RC 1 N Nessun requisito
RC 2 N Nessun requisito
RC 2 P4 A
RC 3 P5 A
RC 4 P6 B
RC 5 P7 B
RC 6 P8 B

 

 

Scopo della Norma: classificare le vetrate di sicurezza in categorie di resistenza alle azioni di forza.

Prova di impatto di un corpo duro.

Descrizione:

Corpo d’impatto: Si utilizza una sfera d’acciaio avente  diametro di cm 10 ed una massa di 4,1 Kg. I vetri devono essere colpiti da 3 sfere una successiva all’altra in modo da formare un triangolo equilatero di lato cm 13. La prova viene superata se il vetro non viene oltrepassato dalle sfere che cadono da diverse altezze.

Classi di sicurezza: 

Classe P1A: 3 impatti da altezza m 1,5

Classe P2A: 3 impatti da altezza m 3

Classe P3A: 3 impatti da altezza m 6

Classe P4A: 3 impatti da altezza m 9

Classe P5A: 9 impatti da altezza m 9

 

classificazione della resistenza all’azione manuale di effrazione

 

classe di resistenza attrezzo impiegato Tempo di resistenza in min Tempo totale max di prova min
1 A1
2 A2 3 15
3 A3 5 20
4 A4 10 30
5 A5 15 40
6 A6 20 50
Non si deve riuscire a  creare un’apertura accessibile entro i tempi indicati

 

Dunque qualcosa possiamo e dobbiamo  fare. Certo, se il maleintenzionato utilizza utensili elettrici,la finestra sicura per antonomasia probabilmente non esiste o comunque è da valutare in funzione anche di altri fattori e materiali costruttivi; comunque, gia’ un buon  dispositivo antieffrazione a piu’ punti di chiusura e un vetrocamera adeguato aiuta a migliorare la nostra sicurezza e la nostra tranquillità. Per una casa residenziale  i serramenti  vanno normalmente dalla classe RC1 N alla RC3 dunque  4 classi  tra cui scegliere che  si differenziano tra loro sia per il tipo di approccio con il quale lo scassinatore si rivolge ad esso ma anche per il tempo che dovra’ dedicarvi prima di riuscire ad aprirlo.

Infatti, gia’ con una classe RC2 il serramento dovrà resistere per almeno 3 minuti, che diventano 5 per una RC3 !

In conclusione se vogliamo conoscere di piu’ l’argomento sicurezza ed essere certi di avere fatto la giusta scelta il suggerimento rimane sempre quello di confrontarci  con il nostro rivenditore di fiducia il quale potrà proporre i serramenti più indicati alle nostre necessità. Potrà inoltre consigliarci, magari  per le finestre meno in vista, di acquistare  delle grate o inferiate di sicurezza o perchè no, se ancora non ne disponiamo, anche una sicura porta blindata  certificata  in sostituzione del vecchio portoncino in legno, possibilmente posandola  in opera con speciali tasselli ed ancoranti chimici senza effettuare interventi edili.

 

Marco Tremolada

Tieffe porte e serramenti

www.showroomtieffe.it