Quando la danza va in scena a teatro


La storia delle arti è ricca di esempi in cui i linguaggi espressivi si intrecciano articolandosi in forme nuove, dinamiche, libere. Spesso si dimentica che l’arte non possiede solo un valore estetico, ma rappresenta un canale espressivo, un veicolo di comunicazione che parla della propria epoca, dell’uomo del proprio tempo attraverso le sue stesse parole.

Questa è una delle ragioni per cui l’arte muta nel corso del tempo. L’arte vive con l’uomo che la utilizza, che la elabora, interpreta secondo la propria visione del mondo.

Quando si parla di teatro come luogo magico in cui recitazione e danza si intrecciano, la forza di questa interconnessione tra le arti diventa particolarmente evidente. Come accade per il mondo dell’opera, in cui espressione vocale e corporea sono profondamente legate, così può succedere in diverse manifestazioni artistiche che vanno in scena a teatro.

Non parliamo solo di musical, che è l’esempio più immediato di questa sinergia tra linguaggi espressivi, ma di diverse forme anche piuttosto d’avanguardia e sperimentali che ricorrono a gesto, azione, parola, danza per comunicare il proprio bagaglio di significati. Al performer del teatro contemporaneo è spesso richiesta una serie di competenze e abilità volte alla giusta comunicazione del lavoro.

La gestualità è un elemento importante, e si potrebbe affermare che anche solo la presenza dell’attore o ballerino al centro del palco possa rappresentare un elemento di per sé significante. La mimica gioca quindi una funzione chiave perché il corpo comunica. Il teatro è uno spazio “chiuso” e l’attenzione del pubblico è tutta concentrata su quanto sta accadendo in quel momento unico e irripetibile della rappresentazione.

Esiste poi una parola particolarmente interessante all’interno di questo discorso, ed è Tanz Theater. Si tratta di un fenomeno culturale piuttosto articolato che si delinea nel Novecento nel territorio tedesco grazie alle sperimentazioni di Pina Bausch, Reinhild Hoffmann, Susanne Linke, Gerhard Bohner e Hans Kresnik. A metà strada tra danza classica nelle sue accezioni espressionistiche e teatro, questa tipologia di linguaggio è ancora oggi dinamico e interessante anche sotto il profilo teorico. A differenza del balletto romantico, il teatrodanza recupera il valore del rapporto tra gesto e parola piuttosto che concentrarsi sull’espressione di un ideale di armonia estetica. Si tratta di una fusione tra teatro e arti figurative in cui possono confluire elementi simbolici, gesti, azioni, non necessariamente secondo un criterio realistico e narrativo in senso tradizionale.
Il linguaggio adottato nasce quindi da un recupero del senso primigenio dell’espressione corporea.

Moltissime manifestazioni legate al teatro contemporaneo devono molto alle sperimentazioni di Pina Bausch e dei suoi collaboratori. Una delle espressioni linguistiche che ben precisano le operazioni di questo movimento potrebbe essere “recupero della libertà espressiva e culturale” del mondo della danza.

Questo perché il corpo parla manifestando quel sottile mondo che altrimenti resterebbe invisibile che è quello delle emozioni. Quanto è importante nella vita di tutti i giorni il linguaggio non verbale? Non sempre ci serviamo di parole per comunicare il nostro stato d’animo, e spesso accompagniamo i nostri discorsi con gesti che enfatizzano quanto vogliamo esprimere. Un professionista delle arti performative è così un artista completo che all’interno della spazio teatrale riesce a rendere il proprio essere un canale di espressione al servizio dell’opera d’arte.