La produzione del caffè arabica


La pianta del caffè ha origini in Etiopia, precisamente a Kaffa, ma con l’andare del tempo si è diffusa nello Yemen, in Arabia ed Egitto.
Nel 1700, però si è veramente diffuso in quasi tutta la penisola e a Venezia incominciarono a venderlo, diventò così una bevanda nuova servita anche nei locali.
Ci sono tante specie di Coffea, pianta da cui si estrae il caffè. ma sotanto due di esse vengono usate per produrre il caffè: la Coffea arabica, e la Coffea canephora, chiamata anche robusta.
Le torrefazioni di caffè arabica con la produzione di caffè fanno parte del business fra i più redditizi del mondo.
Dalla coffea arabica si produce un caffè di qualità superiore, dalla perfetta densità, con un’aroma molto intenso, ma nello stesso tempo meno amaro rispetto alle altre qualità di caffè, perché è più ricco di oli.

Per arrivare ad ottenere la gustosa bevanda che tanti adorano i semi della coffea devono essere sottoposti a due processi: la tostatura e la macinatura.
Ci sono diversi sistemi di tostatura che rendono diversa qualità di caffè che ne risulta.
Ovviamente per avere una buona produzione di caffè è necessario che le torrefazioni di caffè arabica eseguano questo processo nel migliore dei modi, soprattutto su questa qualità, perché si altera più facilmente rispetto alla robusta.
Con la tostatura, che sottopone il caffè ad alte temperature, diventa più scuro, più leggero, più croccante, più asciutto e aumentato di volume; in compenso ne viene esaltato l’aroma.
La fase di tostatura deve essere uniforme, perché se il caffè viene tostato troppo poco ne verrebbe penalizzato il sapore che acquisterebbe acidità, al contrario quando i chicchi diventano troppo scuri la bevanda risulterebbe troppo amara dal sapore di bruciato.

Per regolare il grado di macinatura, le torrefazioni di caffè arabica si devono affidare all’intuito e all’esperienza, ma il buon risultato non è così scontato, poiché durante il processo la miscela potrebbe subire delle variazioni dovute alle differenze fra i tipi di caffè, i fattori climatici come l’umidità e il calore.
L’inconveniente più comune è dovuto dal fatto che la polvere di caffè, nel processo si carica elettrostaticamente per lo sfregamento, rimanendo attaccato dentro la macchina e impedendo il normale flusso del caffè lavorato.
Per risolvere il problema sono stati creati diversi tipi di macina-caffè, ognuno per ogni qualità di caffè.
L’arabica contiene una percentuale di caffeina che va dal 0,9 al 1,7%, meno della metà di quello contenuto nella robusta, infatti, è fra le produzioni di caffè, la  maggiore in tutto il mondo.
La coffea arabica ama il caldo umido, per questo cresce al di sopra dei 900 metri di altezza; infatti più aumenta l’altitudine e migliore è il raccolto.
In Italia alcune torrefazioni di caffè arabica per esaltare il gusto e prolungarne il mantenimento, lo producono mescolato con la robusta, altre invece propongono pura arabica al 100%.”