Pianeta Coppia, per creare la relazione… giusta


Nell’era del dating online, dei social network, delle chat e delle applicazioni smartphone che aumentano le occasioni per incontrare persone senza un grande sforzo, flirtare, creare relazioni, a più livelli,c’è qualcuno che va controtendenza: Giorgio Gallinotto, classe 1966, laurea alla Bocconi Master in Business & Administration presso l’University of Notredame negli Stati Uniti. Dopo oltre 20 anni di esperienza manageriale per multinazionali italiane ed estere, assieme a un team di professionisti (provenienti da diversi settori, dalla nutrizione al fitness, dall’emotional training alla consulenza di immagine) ha fondato a Milano Pianeta Coppia.

Un’agenzia matrimoniale ai tempi di Internet? Bella sfida o sta cambiando qualcosa? «Benvengano tutti gli strumenti che facilitano l’incontro fra le persone che hanno desiderio di incontrarsi, e fra questi internet è senza dubbio il più potente», commenta Giorgio Gallinotto: «chiunque sia alla ricerca di un partner può − con pochi clic − mettersi “in vetrina”: foto, descrizione di sé, caratteristiche del partner desiderato. Ultimamente molti “delusi” stanno però abbandonando la rete, che nasconde diverse insidie, false identità o profili creati ad hoc.

Chi va in agenzia matrimoniale Milano vuole davvero investire in una relazione, si iscrive non per conoscere centinaia di persone ma, al contrario, per selezionare accuratamente i propri incontri. Però la nostra funzione non è solo quella di organizzare incontri. Pianeta Coppia segue, prepara e riordina le tessere del puzzle emotivo, affettivo. Con il nostro team di professionisti, mettiamo a disposizione di chi è alla ricerca di un partner una serie di interventi mirati, che coinvolgono la sfera emotiva, fisica e affettiva. Lavoriamo insomma a tutto campo, dall’estetica al modo di esprimersi, dall’abbigliamento alle abitudini».

Ma qual è il punto di partenza del percorso? «Per saper amare bisogna amarsi», risponde la dottoressa Laura Intiso, love coach, psicoterapeuta e sessuologa di Pianeta Coppia. «Si tratta di un concetto fondamentale, che spesso dimentichiamo. Lo stato di benessere è un bene prezioso per liberare il proprio cuore verso nuovi incontri e amori. Ed essere consapevoli dei punti di forza personali, aiuta anche a riconoscere ciò che si ha da offrire ai potenziali partner. Dunque, le nostre qualità personali le dobbiamo riconoscere e valorizzare, a volte potenziare, altre volte organizzare e orientare verso il nostro obiettivo di conquista.

Talvolta, prima della effettiva ricerca dell’anima gemella, può essere utile invece esplorare i meccanismi affettivi che ci portiamo dentro fin dall’infanzia e che ci condizionano ancora nelle scelte affettive al fine di elaborarli. Spesso entrano in gioco paure spesso inconsapevoli che ci spingono ad allontanarci o peggio a far allontanare il potenziale partner senza che ce ne rendiamo conto», continua la love coach. «Ci può essere per esempio un blocco legato all’intimità, anche se poi razionalmente, a parole, si dice di voler trovare un partner. Se dopo 10 incontri nessuno suscita il minimo interesse, forse vale la pena di chiederci se la nostra voglia di coppia è soltanto teorica o se di fondo nutriamo delle resistenze, magari inconsce».

«A volte c’è un impulso inconscio ma tenace che agisce in profondità e porta a ripetere sempre lo stesso copione affettivo», suggerisce ancora la psicoterapeuta. «E la ragione numero uno per la quale molte donne non hanno storie d’amore soddisfacenti non è che non sono affascinanti e seducenti, è che scelgono sempre e solo uomini che, alla resa dei conti, si dimostrano identici l’uno all’altro. Così, pur cambiando partner, si rimettono sempre più o meno con lo stesso tipo di uomo: sbagliato. Al contrario e purtroppo, non mettono in discussione il fatto che cercano di continuo l’uomo sbagliato e non riescono a “vedere”, proprio in senso letterale, l’uomo giusto».

Insomma, l’identikit del potenziale partner è un aspetto delicato… «Al potenziale partner oggi si chiede molto», risponde la dottoressa Intiso. «E questo può anche andar bene. Non bisogna però esagerare. Il che non significa accontentarsi, ma fare i conti con l’immagine interiore che abbiamo del nostro partner ideale. A volte ci allontana dalla felicità. C’è probabilmente più di un compagno possibile con il quale essere non solo serene, ma davvero felici».

«Avere una mente aperta e disponibile nel conoscere qualcuno, un atteggiamento esplorativo e curioso», è il consiglio dell’esperta. «Rimanere bloccate su certi dettagli, requisiti che lui deve avere a priori, non sempre funziona. Anche perché, non tutte le donne desiderano realmente quello che dicono di volere… Così, scavando nel profondo durante i colloqui, l’identikit iniziale tante volte viene limato, bisgona aggiustare il tiro; forse qualcosa in noi è cambiato, forse si è evoluto… Che sorpresa allora scoprire che quell’identikit dell’uomo ideale oggi non regge più, e si desidera un compagno diverso! ».